Il ragazzo è già entrato nella leggenda, ha già collezionato record su record nel 2026, ma il più bello non è ancora arrivato. Arriverà presto e sarà una grande festa per Kimi Antonelli che ha conquistato il mondo della Formula 1 con il suo talento e la sua simpatia. Quel titolo mondiale che già sognava quando era poco più di un bambino e già sui kart faceva vedere quanto era veloce, è vicinissimo. Austin, il Messico o il Brasile, resta solo da definire dove. Sebastian Vettel era diventato campione del mondo nel 2010 a 23 anni, 4 mesi e 11 giorni. Kimi 20 anni e 61 giorni, mal che vada, in Brasile, a casa di Senna, avrebbe 20 anni, 2 mesi e 14 giorni. Non è riuscito a battere Verstappen, diventando il più giovane vincitore della storia, ma in questa stagione vissuta in prima pagina e in prima posizione in classifica, ha battuto ogni tipo di record. È diventato il più giovane a condurre un gran premio, il più giovane autore di un giro veloce, il più giovane in pole in una Sprint, il più giovane in pole in un gran premio, il più giovane leader del Mondiale, il più giovane autore di un Grand Chelem, il più giovane vincitore del Gran premio di Monaco e di quello d’Italia. E’ salito sul podio 14 volte in 17 gran premi, ritirato in Catalogna e a Silverstone, quinto in Azeirbagian: alla sua età leggende come Hamilton, Schumacher e Senna non avevano ancora debuttato in Formula 1. L’Italia aspetta da 73 anni di vedere un suo pilota trionfare, Antonelli metterà il suo nome dopo quello di Alberto Ascari, nel segno lasciato da Nino Farina e Alberto Ascari.
Voglia di normalità
Il ragazzo coi riccioli, coccolato dalla famiglia e che dopo ogni vittoria corre ad abbracciare la sorellina è un italiano famoso nel mondo che fa cose normali, come mangiare le tagliatelle al ragù della mamma e lavarsi l’auto. Perchè come tutti i grandi appassionati di motori se la lava da solo. Un lavoro maniacale, come quando è nel box è mette a punto la sua Mercedes coi meccanici, perchè niente va lasciato al caso: “Mi piace lavare la mia macchina, non uso mai l’automatico, quello con i rulli. Mi piace lavare a mano l’auto, farlo personalmente perché amo le auto e mi piace davvero prendermi cura della mia e di ogni dettaglio”, racconta. Attenzioni da cultore che, probabilmente, riconoscerebbe un micrograffio sulla carrozzeria o un punto non raggiunto alla perfezione dal lavaggio automatico. “Mi piace vederla pulita, è un’attività che amo fare ed è un’abitudine. Mi prendo il mio tempo perché va lavata bene, dev’essere pulita e asciugata bene. Se non l’asciughi e rimane dell’acqua sulla carrozzeria, poi, sai, è strano e sembra sporca (macchie di calcare; ndr). Quindi, dev’essere fatta bene, poi anche all’interno: per queste cose prendo il mio tempo”. Non guida una macchina qualsiasi: ha una Mercedes Amg Gt 63 che ha ritirato nello scorso febbraio. E se la lava da solo. Speciale in tutto.