Una lontra che ha paura dell'acqua ha un problema serio, soprattutto se tutte le altre nuotano e lei resta a guardare. Ma il guaio vero comincia quando la difficoltà diventa un giudizio su di sé: gli altri sono capaci, io no. Vorrei essere qualcun altro.  Parte da qui Le avventure di Otty la lontra, albo illustrato di Gary Quinn e Cheryl Murphy, in uscita a ottobre per EIFIS nella collana Junior. Sono 44 pagine a colori, al prezzo di 9,90 euro, per bambini dai quattro anni in su. L'autore sarà in Italia il 20 ottobre per un incontro alla Libreria Ubik di Varese, in Piazza Podestà 1. Una paura che smette di essere un difetto. Otty vive a Otterville ed è curioso e gentile, ma l'acqua lo spaventa. Il confronto con le altre lontre, tutte apparentemente a loro agio, rende la paura più pesante. A cambiare le cose è Piky, uno scoiattolo che gli confida di avere a sua volta dei timori. Scoprire che anche un amico ha paura rompe l'isolamento: la difficoltà non è più una colpa solo sua. Da lì, amici e adulti accompagnano Otty senza forzarlo, lasciandogli avvicinare l'acqua un passo alla volta. Il coraggio diventa qualcosa di raggiungibile: provare mentre la paura c'è ancora. 

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Tra "non fare storie" e "ci penso io". È un messaggio che vale anche fuori dalla cameretta. L'impazienza degli adulti ha due facce: pretendere che il bambino ci riesca subito, oppure intervenire prima che abbia il tempo di provarci. Nel primo caso gli si dice "non fare storie", nel secondo "ci penso io". In entrambi sparisce il suo ritmo, e resta poco spazio per scoprire di cavarsela da soli. Quinn, autore e life coach, e Murphy, ex insegnante, mettono in scena fiducia, amicizia, gentilezza e autonomia. La parte più interessante è l'equilibrio tra aiuto e iniziativa: Otty trova chi lo sostiene, ma il passo nell'acqua resta suo.  La presenza degli adulti conta, e i dati lo ricordano. Nel rapporto The Power of Play, pubblicato nel giugno 2026, l'Unicef stima che oltre 80 milioni di bambini tra i due e i quattro anni, circa uno su cinque nel mondo, non giochino con chi si prende cura di loro. [Verificare cifra e dicitura sul rapporto originale.] È un dato globale e riferito a bambini un po' più piccoli dei lettori di Otty, ma indica un punto semplice: l'educazione passa anche dal tempo condiviso, come leggere, raccontare storie, disegnare e giocare insieme.

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Un albo illustrato entra proprio in questo spazio. Offre un personaggio attraverso cui parlare di ciò che un bambino fatica a dire in prima persona. Che cosa spaventa Otty? Perché pensa che gli altri siano migliori? Che cosa cambia quando Piky gli racconta la sua paura? Sono domande semplici, e agli adulti chiedono soprattutto di ascoltare. Vedere un compagno che ci riesce può dare coraggio, ma può anche far sentire inadeguati. La storia invita a guardare oltre il risultato visibile: anche chi sembra sicuro ha le sue paure, e per essere amici non serve esibire successi. Aspettare, accettare l'incertezza, riconoscere un progresso piccolo: sono gesti meno spettacolari di un intervento risolutivo, ma lasciano al bambino una conquista che è davvero sua. Il primo passo lo deve fare Otty. Agli adulti tocca la parte più difficile: esserci, senza farlo al posto suo. (L'incontro con l'autore: "The Art of Saying Yes", martedì 20 ottobre 2026, ore 17, Libreria Ubik Varese, Piazza Podestà 1, Varese. Info: 0332 1690245).