Anche la Ip fisserà un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio lungo la rete di distribuzione dei carburanti. Lo annuncia il gruppo Socar, che sul mercato italiano controlla la Italiana Petroli. "Il gruppo SOCAR, che lo scorso 8 maggio ha finalizzato l'acquisizione di Italiana Petroli da API Holding, ha deciso di rafforzare il proprio impegno nei confronti dell'Italia, con l'obiettivo di fissare un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio lungo la rete distribuzione carburanti. Il valore del prezzi verrà stabilito in base alle diverse esigenze per garantire la sopravvivenza della filiera, costituita da migliaia di operatori. In questo modo la compagnia statale azera aderisce all'appello del Governo italiano di andare incontro alle necessità di famiglie e imprese, che ormai da oltre sei mesi si confrontano con prezzi dei carburanti straordinariamente alti a causa del contesto di forte instabilità geopolitica che impatta le catene di approvvigionamento globali", si legge nel comunicato.
E ancora: "Il limite verrà applicato progressivamente, a partire dalla rete a marchio IP, garantendo un significativo supporto ai partner e ai retisti con cui l'azienda ha costruito negli anni un rapporto di piena fiducia, trasparenza e collaborazione, che la distingue all'interno del panorama energetico nazionale. Verranno contestualmente studiate le modalità più efficaci per estendere il meccanismo alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori della filiera che si riforniscono da IP e distribuiscono attraverso i propri marchi in tutto il territorio nazionale". E infine: "La decisione conferma la vicinanza di SOCAR all'Italia, nel momento in cui la compagnia azera ufficializza una partnership strategica con la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), diventando Partner energetico globale delle nazionali di calcio maschile e femminile dal 1 gennaio 2027 al 31 dicembre 2030, con la possibilità di estensione per ulteriori due anni".
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A quanto apprende AdnKronos, lo sconto sui carburanti può arrivare finora a un potenziale di circa 8.500 punti vendita in Italia: ai circa 4.000 Eni/Enilive si aggiungono 4.500 punti vendita Ip su circa 22mila, estendendo lo sconto progressivo a una rete complessiva pari a circa il 39% dei circa 22mila distributori italiani. Occhi puntati, stando a fonti ben informate consultate da AdnKronos, sul comportamento di altri grandi operatori, ad esempio Esso, che potrebbero aderire allo sconto.
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