Nell'imbarazzo generale della galassia del centrodestra per la fake news rilanciata da Stefano Bonaccini su Antonio Tajani con il cappellino Maga, spicca una voce isolata: quella di Pina Picierno. E forse non è un caso che l'europarlamentare sia uscita polemicamente dal Partito democratico nei mesi scorsi. 

"Sarebbe buona norma e buon costume evitare, per esponenti di istituzioni, utilizzare immagini fake perché stiamo facendo una battaglia campale in Europa per evitare il condizionamento indotto dalle fake news. Per di più immagini fake utilizzate da esponenti democratici, questa cosa è doppiamente grave, non si fa. Non si fa in generale, soprattutto in un momento, in un contesto che è caratterizzato dall'utilizzo della disinformazione, dall'utilizzo di fake, dall'utilizzo appunto di minacce ibride. Siamo proprio all'Abc del galateo istituzionale, questo lo possiamo dire a Bonaccini, quindi farebbe bene a scusarsi e farebbe bene a capire che non è una goliardata ma si tratta appunto di strumenti che se vengono utilizzati anche per minare la credibilità di chi li subisce".

 

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Intervistata dall'agenzia Adnkronos, Picierno, vice-presidente del Parlamento europeo e leader del movimento politico Spazio Pubblico, commenta il post del presidente dem con parole chiare e durissime: "Chi parla è oggetto di campagne mirate, e molto pervasive e diciamo molto, molto invasive pure sui propri profili social che hanno questa struttura. Naturalmente nel mio caso sono fatte perlopiù da Paesi terzi, in particolare appunto da Russia e accoliti di Putin. Però è chiaro che siamo in questo contesto, quindi non sono burlonate, non sono goliardate, sono cose che il galateo istituzionale impone di non fare, almeno se tu sei un progressista e un democratico o un liberale", ha rimarcato Picierno, in passato più volte bersaglio di tentativi di violazione informatica e di una campagna di spionaggio e intimidazione attribuita ad ambienti legati alla Russia.

 

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"Io penso che Bonaccini dovrebbe scusarsi - a concluso la vicepresidente dell'Europarlamento - a maggior ragione nelle ore in cui Tajani è stato poi oggetto di una campagna di minaccia ibrida. Abbiamo appreso che sono state diffuse sul dark web notizie relative pure alla sua famiglia, quindi insomma è già sotto attacco da parte di altri, che ci si aggiungano anche esponenti italiani non aiuta, ecco". 

 

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