Tanti telespettatori attendevano l’ultima puntata di Dritto e rovescio, la prima dopo il saccheggio di Milano, come una sorta di “redde rationem”. Paolo Del Debbio è stato tra i primi nella tv generalista a concedere spazio alla generazione-maranza, spesso con risultati sconcertanti. E ora ha l’occasione di confrontarsi con loro su quanto accaduto una settimana fa.
L’attesa, va detto, è stata ripagata. In studio a Rete 4 c’è Juri, studente 22enne e attivista, che arriva al punto di negare il disastro di piazza Duomo. Del Debbio lo ascolta e si mette le mani nei capelli: «Roba assurda lei che dice che Milano non è devastata».
«Ma è stato danneggiato solo qualche negozio, tra l’altro di multimiliardari», insiste il giovane con il padrone di casa che lo incalza: «E quindi se sono multinazionali miliardari si può rompere le vetrine».
«Ci sono famiglie che non possono arrivare alla fine del mese, qualche migliaio di danni che sono...», fa spallucce Juri. «Ma lei si rende conto di cosa sta dicendo? O lo dice perché gliel’hanno detto?», domanda ancora Del Debbio.
«Ma che cosa posso dire alle persone? Ognuno manifesta come può risponde placido il giovane -. Poi ovviamente, i ragazzini comunque sono piccoli, magari non riescono... a capire qual è la maniera più efficiente per protestare. Però il fatto che ci siano dei saccheggi di devastazione è sintomo, mi viene da dire, di un problema un po’ più grosso. E qual è? Che è del carovita. Ma come si può venire qua e non parlare del carovita? Cioè, è quello il problema. La violenza è quella che subiscono gli agricoltori e gli autotrasportatori, la gente non ce la fa più».
Tra il pubblico c’è poi Ezou, studente 27enne. Del Debbio gli chiede conto dell’aggressione subita da Ivan, massacrato per aver cercato di fermare dei maranza violenti: «Di che ca**o è responsabile questo uomo? Si può dire che è un’ingiustizia oppure no?».
«Io penso che questa domanda vada rivolta a quel 5% di questo paese che detiene la ricchezza del 90%», si difende Ezou facendo esplodere il conduttore: «No, basta così. Basta, basta. Con me qui non ci parli più. C’è un limite. Basta, basta. E che ca**o!? Ma che c’entra quest’uomo col 5%? Puoi dire una parola a conforto di quest’uomo?». Per la cronaca, alla fine Ezou riesce nell’impresa di dire che sì, sotto sotto, gli dispiace un po’.
"La repressione c'è e i ragazzi vengono manganellati anche quando scendono in piazza pacificamente" Ezou, studente 27enne e attivista, a #drittoerovescio https://t.co/S6lNz7Ob21
— Dritto e rovescio (@Drittorovescio_) October 22, 2026