Non si sono mai amati, ma adesso tra Lewis Hamilton e Charles Leclerc siamo agli stracci. Il gran premio del Messico che ha sancito il trionfo di Kimi Antonelli senza l’impresa del nuovo campione del mondo sarebbe passato alla storia come l‘ennesima guerra fratricida tra i piloti della Ferrari. La scorrettezza di Leclerc ai danni di Hamilton che ha favorito il doppio sorpasso di Verstappen ai danni delle macchine di Maranello togliendo di fatto a Hamilton la possibilità di vincere la gara ha scatenato la reazione furiosa e scomposta di Hamilton verso il compagno di squadra. Già durante la gara nei team radio era trapelata la rabbia di Lewis verso Leclerc, poi dopo la bandiera rossa che ha interrotto la gara per parecchi minuti i due si sono ignorati e quando il gran premio è ripreso Hamilton ha scaricato tutta la sua frustrazione bruciando Leclerc alla partenza, ma il suo scatto non è stato abbastanza per superare anche Max. E poi negli ultimi giri l’inglese non è mai riuscito ad avvicinarsi abbastanza alla Red Bull dell’olandese per tentare il sorpasso.
Le accuse
Ma una volta sceso dalla sua Ferrari SF-26 Hamilton è andato giù pesante nei confronti del compagno di squadra: “Una lotta tra compagni è accettabile, a patto che non impedisca al team di ottenere il miglior risultato possibile. Credo che l’interesse della squadra dovrebbe venire al primo posto. Ho perso una vittoria e la Ferrari punti per il secondo posto nel campionato costruttori. Questa è una mancanza di rispetto verso tutte le persone che lavorano in fabbrica. Ha 29 anni ormai, quindi non credo sia una questione di età, ma di mentalità. O vinco io o nessuno dei due e non dovrebbe essere così. A Silverstone avrei potuto fare il kamikaze, buttarlo fuori e farci perdere la vittoria. Invece ero felice per la squadra in quel momento”. E poi ancora: “Eravamo primi e secondi alla curva 4, bastava mantenere le posizioni. In gara può succedere di tutto, ma quando il tuo compagno di squadra lavora contro di te e perdi posizioni in quel modo, la situazione si fa dura. Ne parleremo a quattr’occhi, vedremo se questo cambierà qualcosa, ma di sicuro qualcosa deve cambiare”. Leclerc sapendo di aver sbagliato ha usato toni soft: “La penalità era chiaramente meritata. Per capire se dovesse essere di cinque o dieci secondi bisogna analizzare la situazione e le circostanze attenuanti. Abbiamo mancato la curva entrambi, è evidente che abbiamo frenato troppo tardi tutti e due. Io non riuscivo a fare la curva, quindi l’ho tagliata. Il mio obiettivo iniziale era restituire la posizione a Lewis, ma purtroppo Max si è infilato tra di noi. Ho chiesto alla radio cosa fare e abbiamo ritenuto che l’episodio non fosse abbastanza chiaro da farmi diventare terzo. Ne parleremo”. Evidente l’imbarazzo del team principal Fred Vasseur. Ma non toccherebbe a lui vigilare per non far accadere episodi di questo genere? “Penso che sia un’enorme mancanza di rispetto per il marchio – ha detto Vasseur – per tutte le persone che lavorano a Maranello e per gli sforzi che stiamo compiendo. Abbiamo fatto un vero passo avanti in termini di prestazioni e buttare via una vittoria in questo modo è difficile da accettare. Non punto il dito contro nessuno, voglio parlare con entrambi. Quando parti primo e terzo in Messico, dove non si sorpassa da 72 anni, non ti aspetti di arrivare secondo e quarto”. A quattro gran premi dalla fine Hamilton e Leclerc sono in lotta per il secondo posto nella classifica mondiale piloti attualmente occupata da Verstappen con 261 punti, Lewis ne ha 259, Charles 245. E poi c’è da mantenere il secondo posto nella classifica costruttori, ma l’impressione è che ipotizzare un gioco di squadra con queste premesse sia un’utopia.