Huawei Watch D3 arriva con una promessa che di solito non si chiede a un orologio: misurare la pressione come lo strumento della farmacia, ma anche mantenere il look tipico degli smartwatch di oggi, moderni ed eleganti.
Il trucco è un cuscinetto d’aria nascosto nel cinturino, gonfiato da una micropompa quasi silenziosa con il metodo oscillometrico dei classici sfigmomanometri. Nessuna stima con sensori ottici: è un bracciale in miniatura, e al polso si nota pochissimo.
Dispositivo medico, non solo gadgetQui il D3 gioca un altro campionato. Ha ottenuto la certificazione CE come dispositivo medico ai sensi del regolamento europeo MDR, annunciata da Huawei al congresso ESC di Monaco. Copre tre scenari: misurazione singola, monitoraggio ambulatoriale nelle 24 ore e rilevazioni prima e dopo l’attività fisica. Resta una regola di buon senso: i valori non servono a diagnosticarsi o a cambiare una terapia, per quello c’è il medico.
Rispetto al D2 il salto si vede. La cassa scende a 11,3 millimetri di spessore (erano 13,3), il cinturino è più leggero e l’insieme pesa circa 76 grammi, contro gli 83 del predecessore. Il risultato: dimensioni da smartwatch tradizionale, con proporzioni vicine a quelle di un Apple Watch e un look sobrio, metallo, corona zigrinata e finitura effetto pelle. Il display AMOLED da 1,92 pollici arriva a 3.000 nit di picco, il doppio del D2, e si legge benissimo anche in pieno sole. Colori: nero, bianco e sabbia.
Il cinturino che si gonfia, e non disturbaEra il dubbio principale. In confezione ci sono due cinturini, uno per polsi piccoli e medi e uno per medi e grandi, e la vestibilità si regola con una certa precisione. Lo abbiamo indossato per settimane e lo possiamo senza dubbio definisce comodo tutto il giorno.Non da fastidio né durante gli allenamenti sportivi e neppure quando si va a dormire, e le misure notturne raramente svegliano, perché la pompa è quasi muta. Il cuscinetto è morbido e, se mai, fa da imbottitura. Forse potremmo dire che il retro del sensore appare leggermente ruvido e la chiusura un po’ laboriosa, ma sono dettagli trascurabili.
Sensori affidabili, con un po’ di realismoSulla precisione i nostri test sono incoraggianti. Contro misuratori da braccio di riferimento gli scarti medi si sono fermati attorno ai 3-5 mmHg sulla sistolica, e il D2 faceva leggermente peggio. In una prova più severa le letture sono uscite più basse del confronto: un promemoria che nessun polso batte il braccio in laboratorio, e che la posizione corretta (avambraccio all’altezza del cuore, fermi) conta davvero.
Il resto è solido. Frequenza cardiaca praticamente in linea con una fascia toracica, GPS entro l01% di errore sulle distanze, SpO₂ con scarto di circa un punto e ECG a singola derivazione con referto in 30 secondi, esportabile in PDF per il medico.
Più di un misuratore di pressioneIl D3 non si ferma ai valori pressori, con Health Glance si raccolgono in circa un minuto fino a 11 indicatori, da frequenza cardiaca e ossigeno a stress e temperatura cutanea. In più ci sono sonno, HRV, rilevazione delle cadute, una Health Community per condividere i dati con i familiari e oltre 100 modalità di allenamento. Nel monitoraggio ambulatoriale l’orologio chiede una misura ogni mezz’ora per 24 ore, notte compresa.
La novità più interessante è il confronto prima e dopo la corsa o la pedalata: si misura, si parte, a fine allenamento arriva il promemoria per la seconda lettura e, se la pressione sale troppo, qualche consiglio per dosare lo sforzo. Non è il dispositivo tecnico per chi prepara una maratona, ma lo sport qui non fa da comparsa.
Limiti e prezzoCosta 449 euro, con 100 euro di sconto extra per chi passa da un Watch D di generazione precedente. Nonostante l’IP68 non va indossato sotto la doccia né in piscina, e il cinturino bagnato va asciugato prima di misurare.
L’autonomia dichiarata è di sei giorni e nelle prove regge, anche con diverse misure al giorno. Con il monitoraggio ambulatoriale attivo scende a circa un giorno. Su Android l’app Huawei Health non è su Google Play e si installa via APK, con un QR code dall’orologio. L’app è completa ma fitta di dati, e qualche funzione di benessere rimanda a un abbonamento.
Per chi la pressione la tiene d’occhio davvero, è il primo smartwatch di questo tipo che non sembra un apparecchio medico. Ed è quello che a un orologio, alla fine, si chiede.