Contestualmente alla crescita delle voci che chiedono maggiori controlli sull’IA e sui social network, specialmente nei riguardi dei minori, si fanno sempre più numerosi gli Stati che impongono limiti e divieti all’utilizzo di queste tecnologie per i minori.
Le nuove leggi della CaliforniaLa tendenza sembra essere ormai arrivata anche negli Stati Uniti, dove nelle prime ore di oggi (ora italiana) il governatore della California Gavin Newsom ha firmato e annunciato un pacchetto di 13 leggi volte a limitare l’uso dei social media e dei chatbot basati su intelligenza artificiale per proteggere bambini e adolescenti.
Tra le leggi promulgate, vi è lo stop alle funzioni “ipnotiche” dei social, con il divieto alle piattaforme social di esporre i minori di 16 anni a funzionalità ritenute psicologicamente manipolatorie e generanti dipedenza, tra cui lo scorrimento infinito (il cosiddetto infinite scroll), i feed gestiti da algoritmi di raccomandazione e la riproduzione automatica dei video.
Un’altra delle leggi promulgate trova origine da un caso di cronaca nera, ovvero il tragico suicidio del sedicenne Adam Raine, con la famiglia che accusa ChatGPT di aver validato e influenzato i pensieri autolesionisti del figlio.
La nuova legge introdotta stabilisce rigide regolamentazioni sui chatbot “compagni” per minori. Le aziende dovranno implementare sistemi di controllo parentale, segnalare se i minori disattivano i filtri e inserire protocolli di emergenza immediati per query legate all’autolesionismo.
Vengono inoltre introdotte sanzioni civili e risarcimenti finanziari elevati (fino a 1 milione di dollari per ciascun minore) nei confronti delle piattaforme social ritenute legalmente responsabili di aver favorito ansia, depressione o altri danni psicologici nei minori.
Sempre più Paesi regolamentano l’uso di IA e socialLa California non è un caso isolato. Pioniera in questo ambito è stata l’Australia, che il 10 dicembre 2025 ha reso operativo l’Online Safety Amendment Act, primo al mondo a vietare l’apertura di account sui social network ai minori di 16 anni, con multe fino a 49,5 milioni di dollari australiani per le piattaforme inadempienti.
A luglio 2026 la Francia era diventata il primo Paese europeo a vietare l’accesso ai social agli under 15, con effetto dal 1° settembre successivo e con il via libera definitivo del Parlamento, misura che è stata poi sospesa dal Consiglio Costituzionale francese.
Il Regno Unito, con l’Online Safety Act 2023 e i Protection of Children Codes in vigore dal luglio 2025, impone oltre 40 misure di sicurezza, tra cui verifiche dell’età e valutazioni dei rischi obbligatorie. Tra esse vi è l’imposizione alle piattaforme che integrano l’IA (inclusi i motori di ricerca e i software di creazione testi/immagini) di proteggere i minori da contenuti dannosi o illegali generati dagli algoritmi
A febbraio 2026 la Spagna ha annunciato al World Governments Summit di Dubai la volontà di imporre un divieto simile a quello australiano per i minori di 16 anni, mentre Danimarca e Nuova Zelanda hanno già presentato proposte simili.
La tendenza appare insomma delinearsi, ed è quella di un accesso a social e IA sempre più limitato e controllato per i minori.