Il sorriso di un bambino che è diventato grande. Il sorriso e il pianto del nuovo campione del mondo di Formula 1, il più giovane di sempre: Kimi Antonelli. Il sorriso di un ragazzo italiano di vent’anni che ci riporta sul punto più alto dell’automobilismo 73 anni dopo Alberto Ascari e in mezzo tanti altri che ci hanno provato e non ci sono mai riusciti. Riuscirci a vent’anni è qualcosa di incredibile e anche Kimi a Città del Messico dopo il terzo posto che lo incorona campione del mondo ci mette un po’ a capire che è successo davvero. Lo portano in spalla due miti di questo sport: Max Verstappen e Lewis Hamilton, primo e secondo a Città del Messico, undici titoli mondiali in due (quattro l’olandese e sette l’inglese) forse i due piloti che più vogliono bene al ragazzo di Bologna che dopo la fine della gara abbraccia il papà, la mamma e la sorellina. E’ una scena molto italiana, l’affetto e la solidità della famiglia con l’organizzazione e la lungimiranza di uno dei più grandi manager di questo sport, Toto Wolff e la Mercedes che hanno creduto in Kimi al punto da affidargli l’eredità del volante di Lewis Hamilton. Visionari nel capire che in soli due anni il ragazzino sarebbe diventato un campione. Gira per il paddock con la bandiera tricolore e non la lascia mai, chissà cosa gli passa per la testa in quel momento. “E’ un giorno che non dimenticherò mai”.

Il capolavoro

E’ stata una stagione capolavoro, con nove vittorie e questo terzo posto conquistato a Città del Messico che chiude definitivamente il campionato. Nella storia della Formula 1 ci sono stati tre piloti capaci di chiudere i conti mondiali con esattamente 4 gare di anticipo sulla fine del campionato: Michael Schumacher (Ferrari): ci è riuscito per ben due volte, nel 2001 (titolo conquistato al GP d’Ungheria con 4 gare ancora da disputare) e nel 2004 (titolo sigillato al GP del Belgio). Sebastian Vettel (Red Bull): nel 2011, quando si laureò campione del mondo al GP del Giappone a 4 gare dal termine.Max Verstappen (Red Bull): nel 2022, vincendo il mondiale sempre al GP del Giappone (Suzuka) con 4 gare di anticipo. Il record assoluto appartiene sempre a Michael Schumacher, che nel 2002 vinse il mondiale con 6 gare di anticipo (a Magny-Cours, a luglio), seguito da Nigel Mansell che nel 1992 chiuse la partita iridata con 5 gare di anticipo. E adesso c’è Kimi Antonelli.

La famiglia

Tutti intorno a Kimi per la festa che durerà chissà quanto, il papà Marco, la mamma Veronica e la sorellina Maggie. E’ il momento di scoprire tutti i segreti del nuovo campione del mondo: “L’ho portato per la prima volta su un kart quando aveva un anno – racconta il papà – . Lo tenevo in braccio, schiacciando i pedali dell’acceleratore e del freno, mentre lui aveva le manine sul volante. Non ci ha messo molto a mostrarmi il suo talento: nel 2009 ho portato un simulatore a casa per le vacanze di Natale e lui riusciva a tenere delle traiettorie perfette. A dieci anni, invece, ha provato per alcuni giri una Lamborghini Super Trofeo. In quell’occasione ha controllato la macchina in maniera sorprendente”. E adesso? Il titolo mondiale non cambierà la vita di Kimi. “Io e Veronica non abbiamo mai smesso di lavorare, anche se molte persone pensano che non facciamo niente. L’unica cosa diversa rispetto al passato è che adesso dobbiamo anche seguire Kimi. Lui non si è mai montato la testa e non è interessato alla notorietà o ai soldi. Pensate che prende ancora la paghetta“. A confermarlo è anche la mamma: “Ha un budget mensile da rispettare. Se va in vacanza sa che non può superarlo. Non sarà sempre così, ma è ancora giovane. A Kimi sta bene, il suo unico pensiero sono le macchine, infatti a volte dice che vorrebbe comprarne qualcuna”. Una famiglia che ha cresciuto Kimi a pane e motori: “Ricordo che cercavo di farlo addormentare con il rumore delle macchine – racconta mamma Veronica- . Spingevo il passeggino dietro le auto da corsa mentre erano accese. Chi mi vedeva pensava che fossi impazzita”.

Il film della stagione

E’ stata una stagione indimenticabile per Kimi Antonelli e la Mercedes iniziata a Melbourne con un incidente nelle libere, ma poi conquista la prima fila e in gara è secondo dietro a Russell. A Shanghai arriva la svolta: a 19 anni Kimi diventa il più giovane poleman della storia della F1 (a 17 anni da quella di Fisichella) e conquista pure la prima vittoria. Il bis arriva in Giappone: ancora pole e vittoria nonostante una partenza sbagliata, ma grazie alla Safety Car recupera e vince. Non sembra vera ma a Miami fa ancora la doppietta: pole position e vittoria. In Canada una delle svolte della stagione: vince il duello con Russell che poi si ritira e pensare al Mondiale non sembra più una follia. E poi arriva la quinta vittoria consecutiva, con l’incoronazione tra i grandi sul circuito del principato di Monaco. Vince a Montecarlo poi arriva il primo stop della stagione a Barcellona, poi il terzo posto in Austria e a Silverstone il peggior risultato: quindicesimo. A Spa in Belgio torna a vincere e cancella le ultime amarezze, poi è terzo in Ungheria e secondo in Olanda. Fino al capolavoro di Monza, dove vince dopo una rimonta pazzesca e festeggia con il popolo ferrarista diventando un’icona dello sport italiano. Kimi è ormai inarrestabile vince a Madrid, porta il vantaggio a 81 punti, inizia il conto alla rovescia. Il quinto posto in Azeirbagian arriva dopo una gara a strappi, mentre in Malesia al gp del Bahrain è secondo sotto la pioggia dietro a Verstappen. Il terzo posto di Singapore che arriva dopo il quarto nella Race gli danno il primo match ball della stagione. A Austin può vincere il titolo, lui intanto vince la gara e prepara la festa a Città del Messico dove gli bastano due punti per vincere. Invece col terzo posto distanzia ancora i suoi avversari e chiude con 380 punti, Verstappen (261) e Hamilton (259) non possono più raggiungerlo.