Il campo largo ha annunciato che entro fine mese renderà pubblico il suo programma per le prossime elezioni, passo inevitabile prima di decidere, tramite le primarie, chi dovrà essere il candidato premier della sinistra. Ieri c’è stato un primo incontro e già sono stati organizzati dieci tavoli tematici a cui parteciperanno i rappresentanti dei partiti chiamati a far parte dello schieramento progressista. Per quanto ci riguarda, non vediamo l’ora che i compagni ci facciano sapere non soltanto da chi intendono farsi rappresentare alla prossima scadenza elettorale, ma soprattutto che cosa intendano fare nel caso conquistassero Palazzo Chigi.

Al momento siamo fermi a molti annunci, alcuni di Giuseppe Conte, il quale pare intenzionato a reintrodurre se non un Superbonus almeno un super reddito di cittadinanza, noto cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle, con cui alle elezioni scorse i grillini sbancarono i collegi uninominali nel Mezzogiorno. Per quanto riguarda Avs, ossia la coppia rossoverde composta da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, abbiamo capito che per loro è fondamentale introdurre la patrimoniale, ovvero una tassa a carico di chi ha più di cinque milioni. Una ricchezza da cui attingere a piene mani per finanziare aumenti di stipendio e pensioni.

Dalle aliquote di Landini al pragmatismo di Italia Viva

Maurizio Landini invece vuole tassare con la patrimoniale chi ha un reddito da due milioni, convinto che siano centinaia di migliaia. Il Pd, invece, alterna promesse di grandi cambiamenti, per assicurare ai giovani se non il diritto alla felicità, almeno quello di restare in Italia (anche se nessuno ha mai minacciato di cacciarli), a un solenne impegno ad accelerare gli investimenti nelle rinnovabili (dimenticando che le Regioni che meno hanno fatto in questo settore sono proprio quelle amministrate dalla sinistra). Per quanto riguarda Italia viva, il partito fondato e anche affondato da Matteo Renzi, il programma non c’è, perché al golden boy della sinistra va bene tutto: l’importante, oltre a essere rieletto, è continuare a fatturare milioni.

La sintesi impossibile sulle 105 proposte di Elly Schlein

Ventidue giorni – tanti ne mancano alla fine del mese – possono essere tanti o pochi: dipende dalla capacità di fare sintesi e di riuscire a mediare tra le varie anime del campo largo, mettendo insieme le proposte pentastellate con quelle di chi, come Renzi, le sole cinque stelle che conosce sono quelle degli alberghi extralusso. Certo, se si parte dal programma del Pd che ieri, usando i discorsi di Elly Schlein, il Foglio ha sintetizzato in 26.000 battute, con 105 proposte e 18 capitoli, è dura trovare una sintesi. Soprattutto pare impossibile reperire i soldi per finanziare tutto, a meno di non prevedere un’Italia in bancarotta in capo a un anno.

La segretaria del Partito democratico con i suoi ultimi interventi ha promesso agli studenti libri gratis per tutti, psicologi a go go in ogni scuola, l’educazione all’affettività obbligatoria negli istituti di ogni ordine e grado (già mi immagino i colloqui tra i genitori e i professori di affettività: il ragazzo s’impegna, ma potrebbe innamorarsi di più), trasporto gratuito ovunque e case per chiunque, e, ovviamente, stipendi più alti per insegnanti e medici. Pare che Schlein voglia introdurre anche una legge per far fronte alle ondate di calore.

Risparmio privato, fisco e previdenza: il conto dell’armata progressista

Per quanto riguarda i provvedimenti economici, oltre alla tassa sugli extraprofitti delle società energetiche, che un po’ come quella sulle sigarette è un’imposta che sta bene in qualsiasi programma che voglia arruffianarsi l’elettorato e alienarsi la simpatia degli investitori, il Pd pare preveda la «mobilitazione del risparmio privato», che detta così sembrerebbe una sorta di oro alla patria, ma è anche peggio, perché i soldi dei risparmiatori verrebbero dirottati in investimenti privati per rilanciare l’economia, con un discreto rischio di restituzione dei capitali. In altre parole, trattasi di esproprio proletario, fatto a regola d’arte direttamente in banca.

Tra le brillanti idee, oltre alla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, c’è il ripristino di Opzione donna, ovvero la possibilità per le signore di andare in pensione prima: non si sa se – vista la situazione dell’Inps – questo significhi che gli uomini andranno in pensione dopo, compensando con il loro lavoro i contributi non versati dalle compagne. Ovviamente, c’è anche il proposito di far pagare di più chi ha redditi elevati e questo significa che dal 43%, chi guadagna oltre una certa cifra, calcolando le addizionali, finirà per versare al fisco tre quarti dello stipendio e forse anche un po’ di più.

Ai famigliari delle vittime sul lavoro sarà garantito il gratuito patrocinio, cioè l’avvocato a carico dello Stato, e agli immigrati, oltre a quello pure il gratuito mediatore culturale, sempre a carico del contribuente. E qui, come dicevo, siamo solo alle proposte del Pd dedotte dai discorsi della segretaria. Immagino che Conte, Bonelli, Fratoianni, Ruffini, Gabrielli, Onorato, Renzi, Magi, Acerbo eccetera (spero di non aver dimenticato qualche compagno del campo largo) vorranno aggiungere altro e dunque il conto per gli italiani, nel caso l’armata Brancaleone della sinistra vincesse, probabilmente si allungherà, anche se già così mi pare un programma capace di svuotare le casse dello Stato. Detto ciò, noi stiamo sulle spine, ansiosi di assistere al parto del documento della gioiosa macchina da guerra di Schlein e compagnia bella. Per quanto ci riguarda, abbiamo cominciato il conto alla rovescia. Un po’ come quando alla Nasa si preparavano al lancio nello spazio di una nuova navicella: meno 22, meno 21, meno 20… Vi terremo informati quando giungerà l’ora X, per prepararvi al peggio.