Il Commissario europeo per la Salute Olivér Várhelyi ha conosciuto da vicino il modello italiano della farmacia di comunità, dalla telemedicina ai test diagnostici fino alle vaccinazioni. Una visita che accende i riflettori europei sulla sanità di prossimità e su un percorso che il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha posto al centro della propria azione sulla farmacia dei servizi.

Portare prestazioni e prevenzione sempre più vicino ai cittadini, utilizzando anche la rete capillare delle farmacie italiane. È una delle direttrici sulle quali il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha insistito nel percorso di rafforzamento dell’assistenza territoriale e della Farmacia dei Servizi.

Il riconoscimento europeo e la svolta territoriale a Milano

Un modello che oggi riceve anche un’importante attenzione europea. Il Commissario europeo, Olivér Várhelyi, il 29 settembre ha infatti visitato una farmacia di comunità a Milano, dove ha potuto osservare direttamente alcune delle attività che stanno modificando il ruolo della farmacia italiana: dai servizi di telemedicina ai test diagnostici di prima istanza, fino alle vaccinazioni. L’Ordine dei farmacisti lombardi ha descritto la visita come un riconoscimento del modello italiano e del ruolo dei farmacisti nella prevenzione e nell’individuazione precoce dei fattori di rischio.

È proprio su questa trasformazione che Gemmato ha costruito negli ultimi anni una parte rilevante del proprio intervento sulla sanità territoriale. Il sottosegretario ha indicato nella farmacia un presidio da integrare sempre di più con il Servizio sanitario nazionale, sfruttandone prossimità, capillarità e competenze professionali per rendere più semplice l’accesso dei cittadini ad alcune prestazioni.

Dalla sperimentazione alla stabilizzazione strutturale delle risorse

La svolta più significativa è arrivata nel 2026. La Farmacia dei Servizi, dopo una lunga fase di sperimentazione, è stata resa strutturale con un finanziamento annuo di 50 milioni di euro. A gennaio, commentando il riparto di ulteriori 25,3 milioni destinati alla proroga della sperimentazione, Gemmato aveva definito la stabilizzazione del modello un passaggio capace di dare continuità a un presidio dell’assistenza territoriale e di facilitare l’accesso alle cure e alle prestazioni di minore complessità.

Il principio è quello di una sanità che non aspetta necessariamente il cittadino nelle grandi strutture, ma prova ad avvicinarsi ai luoghi della vita quotidiana. Una strategia nella quale la farmacia assume un ruolo che va oltre la tradizionale dispensazione del farmaco.

Gemmato lo ha ribadito anche nei mesi successivi, indicando la necessità di costruire un sistema capace di integrare assistenza e prossimità. Nel marzo scorso il sottosegretario ha collocato esplicitamente la Farmacia dei Servizi all’interno della rete territoriale, attribuendole un ruolo nella presa in carico dei pazienti e nel monitoraggio dell’aderenza terapeutica.

Dagli screening cardiologici alle sinergie tra professionisti sanitari

Telemedicina, elettrocardiogrammi, Holter, spirometrie, attività di screening, vaccinazioni e prenotazioni rappresentano così tasselli di un modello nel quale il farmacista diventa sempre più un professionista inserito nella rete dell’assistenza territoriale.

È questa impostazione che la visita di Várhelyi a Milano ha permesso di mostrare direttamente a un rappresentante delle istituzioni europee.

Il Commissario, in carica dal 2024 con la delega alla Salute e al benessere degli animali, ha visitato la farmacia durante la sua presenza in Italia in occasione delle iniziative dedicate alla prevenzione cardiovascolare. Al termine dell’incontro ha sottolineato che “la prevenzione può iniziare anche molto vicino a casa”, richiamando il ruolo delle farmacie come luoghi facilmente accessibili nei quali controllare parametri quali pressione arteriosa, colesterolo e glicemia.

Una considerazione che si inserisce direttamente nel tema della prossimità su cui Gemmato ha concentrato più volte l’attenzione.

La rete delle ventimila farmacie per il futuro dell’assistenza

Ancora a settembre, parlando del futuro dell’assistenza territoriale, il sottosegretario ha indicato la necessità di valorizzare tutti i presìdi disponibili, a partire dalla rete delle circa 20 mila farmacie pubbliche e private convenzionate, mettendole in sinergia con medici di medicina generale, pediatri e specialisti.

Pochi giorni prima della visita del Commissario europeo, Gemmato era intervenuto proprio a Milano al convegno dedicato a “Farmacia e salute. Prevenzione, innovazione e prossimità per il benessere delle comunità”, tornando sul contributo che la Farmacia dei Servizi può offrire all’accesso al Ssn e alla medicina territoriale.

Il punto centrale è la costruzione di una rete nella quale i diversi professionisti sanitari operino in maniera complementare. La farmacia, grazie alla sua diffusione territoriale e al rapporto quotidiano con i cittadini, può rappresentare uno dei punti di accesso a questa rete, soprattutto per le prestazioni a minore complessità, per la prevenzione e per il monitoraggio.

Una vetrina internazionale per l’integrazione del Servizio sanitario

La visita di Várhelyi acquista quindi un significato che va oltre il singolo appuntamento milanese. Porta all’attenzione delle istituzioni europee un modello italiano che proprio nel 2026 ha compiuto il passaggio dalla sperimentazione alla stabilizzazione e sul quale Gemmato ha più volte indicato la volontà di continuare a investire.

Per il sottosegretario, il rafforzamento della farmacia dei servizi si inserisce infatti in un disegno più ampio: rendere il Servizio sanitario nazionale maggiormente accessibile utilizzando anche i presìdi già presenti sul territorio e integrandoli con gli altri attori dell’assistenza.

La presenza del Commissario europeo offre ora una vetrina internazionale a questo percorso. E restituisce l’immagine di una farmacia italiana sempre meno confinata alla sola dispensazione del medicinale e sempre più coinvolta nella prevenzione, nella telemedicina e nell’accesso alle prestazioni sanitarie.

Un’evoluzione sulla quale Marcello Gemmato ha scelto di puntare, sostenendo il consolidamento della farmacia dei servizi come componente della sanità di prossimità. E che, con la visita di Várhelyi a Milano, entra direttamente anche nel campo di osservazione delle istituzioni europee.