Ci sono numeri che non spiegano nulla e numeri che svelano delle verità. Il Milan vince il primo derby della stagione, merita aldilà delle statistiche che assegnano all’Inter il maggior numero di tiri e occasioni, si rilancia nella zona alta della classifica e regala a Cardinale e al popolo rossonero una notte indimenticabile.
L’Inter di Chivu perde il quarto derby consecutivo, il terzo con in panchina il tecnico romeno, subisce la prima sconfitta stagionale in campionato e fallisce la sesta rimonta. È questa la notizia della serata: non sempre regalare alla squadra avversaria vantaggio e approccio può essere rimediato. “Finalmente“ è l’avverbio usato da uno dei senatori dello spogliatoio interista, Alessandro Bastoni, nel certificare che una grossa parte dei problemi dell’Inter in questo video di stagione nasce dalla testa e dalla convinzione che in qualche modo si potrà rimediare.
Nelle pieghe del trionfo milanista ci sono tante storie. Amorim ha vinto lo scontro diretto con Chivu, lo ha irretito con le sue scelte, messo in difficoltà con una fase difensiva e estremamente organizzata e battuto sul piano dell’aggressività e della corsa. Per come è maturato il successo, oltre che per il peso dei tre punti conquistati, è possibile che nella notte di Halloween sia nata la stagione del Milan: Cardinale ha dato al suo allenatore la missione di correre per lo scudetto e, vista con gli occhi di chi ha vinto il derby, non è una missione impossibile.
Sotto accusa finisce kiwi, soprattutto per la scelta di schierare l’Inter con una sola punta quasi a dimostrare timore dell’avversario. La verità è diversa, perché le ore della vigilia sono state complicate da una serie di problemi fisici e di salute concentrati particolarmente in attacco. Ma anche concesso questo alibi, non si può non notare che l’Inter continua a cadere negli stessi errori, è fragilissima nella fase difensiva e appesa al rendimento dei suoi senatori. Se calano loro, chi li dovrebbe sostituire fatica ad imporsi.
Aver perso tre derby su tre è un pessimo biglietto da visita. L’Inter di Chivu ha una sorta di allergia verso i big match, sia in Italia che in Europa: perché? È come se i nerazzurri fossero vittime della propria forza, obbligati a interpretare un calcio estremamente rischioso, sazi dopo aver dominato la scorsa stagione. Qualche richiamo è venuto anche dal tecnico tra le pieghe delle tante parole di queste settimane. Evidentemente inascoltate, se è vero che i primi dieci minuti della stracittadina sono stati i peggiori di sempre da quando Chivu ha iniziato la sua avventura sulla panchina interista. Rotterdam è il primo vero bivio dell’anno. Guai a fallire ancora.