Doppio supporto economico in arrivo, con un clic, per le aziende italiane che investono in conciliazione vita privata e lavoro. Da un lato c’è lo sconto sui contributi previdenziali, fino all’1% e con un tetto di 50mila euro l’anno, riservato alle imprese che hanno la certificazione. Dall’altro prende il via un pacchetto di voucher e contributi a fondo perduto per chi vuole certificarsi, ma deve ancora sostenere i costi della consulenza e dell’audit. A dettare le regole è arrivato infatti il decreto interministeriale del 10 settembre 2026, firmato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il Ministero per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità e con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Cos’è la certificazione per la conciliazione famiglia-lavoroAlla base di tutto c’è un documento tecnico, la UNI/PdR 192:2026. È uno schema che premia le aziende capaci di dimostrare, con indicatori misurabili, un reale impegno su maternità, paternità e gestione dei carichi di cura familiare: dallo smart working ai congedi parentali, dal welfare aziendale ai percorsi di rientro dopo una lunga assenza, fino ai programmi di supporto psicologico e sanitario per i dipendenti. Per ottenere la certificazione serve raggiungere un punteggio minimo del 50% per le micro e piccole imprese e del 60% per quelle sopra i 50 dipendenti, verificato da un organismo di valutazione accreditato. La certificazione, una volta ottenuta, resta valida 36 mesi, con due controlli intermedi a un anno e a due anni di distanza. E con questo documento in mano si hanno i requisiti per accedere allo sgravio contributivo.
Esonero contributivo fino all’1%: importi, limiti e plateaPer le aziende certificate l’INPS può riconoscere una riduzione dei contributi previdenziali fino all’1%, con un tetto massimo di 50mila euro annui per ciascuna impresa. Il beneficio si calcola mese per mese e vale per tutta la durata della certificazione, ma non oltre il 31 dicembre 2028. Le risorse stanziate non sono illimitate: si parla di 7 milioni di euro per il 2026 e di 12 milioni per ciascuno dei due anni successivi. Quindi se le domande ammissibili supereranno i fondi disponibili, l’importo dello sgravio verrà ridotto in proporzione per tutte le aziende richiedenti.
Come e dove presentare la domanda all’INPS per lo sconto previdenzialeChi possiede già la certificazione e vuole ottenere lo sgravio deve fare richiesta online all’Inps. La richiesta può arrivare dal titolare dell’impresa, ma anche tramite chi se ne occupa per conto suo, un consulente del lavoro o un commercialista abilitato. Nel modulo andranno indicati i dati identificativi dell’impresa, la stima della forza lavoro media, la retribuzione media mensile, l’aliquota contributiva applicata e gli estremi della certificazione ottenuta (codice identificativo, ente che l’ha rilasciata, data di rilascio). Sarà inoltre necessario dichiarare di non aver subito provvedimenti di sospensione dei benefici contributivi negli ultimi periodi.
I voucher per avere la certificazione conciliazione vita-lavoroPer le aziende che invece partono da zero e devono ancora affrontare il percorso di certificazione, il canale è diverso: non l’INPS, ma Unioncamere, attraverso il portale dedicato alla Conciliazione Vita-Lavoro. Ci sono a disposizione due tipi di contributo a fondo perduto, pensati per coprire in buona parte le spese del percorso di adeguamento. Il primo copre i servizi di assistenza tecnica e accompagnamento, con un voucher fino a circa 2.459 euro (IVA esclusa) per impresa, utile per farsi seguire da un consulente. Il secondo riguarda invece i costi veri e propri della certificazione, con un contributo che può arrivare fino a 12mila euro (IVA esclusa) per pagare gli organismi accreditati incaricati di rilasciarla. Il fondo complessivo ammonta a 7,5 milioni di euro, con almeno il 60% riservato alle piccole e medie imprese. Le domande si potranno presentare a sportello, in ordine cronologico, dalle 10 del 21 settembre 2026 fino alle 16 del 31 marzo 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse. Per questo la velocità nel fare richiesta è importante, per non rischiare di arrivare quando i fondi saranno esauriti.