Per Juventus e Milan la notte di Halloween è arrivata in anticipo, dentro un mercoledì di campionato che ha consegnato due sconfitte da incubo, troppo brutte nei modi e nel risultato per non lasciare strascichi profondi. Spalletti è crollato a Marassi dove il Genoa ha travolto i bianconeri sotto tutti i punti di vista, fisico e tattico per cominciare: un’umiliazione che ha costretto il tecnico a presentarsi ai microfoni per scusarsi con i tifosi per il nulla messo in campo. Scuse doverose, ma che non risolvono il problema di una squadra già mediocre in partenza e che è ulteriormente indebolita dalle assenze e dalla mancanza di leader e carattere.

Vedere Spalletti a testa bassa argomentare sulla difficoltà a trovare soluzioni, tanto da spingersi che anche un altro al suo posto avrebbe problemi a far funzionare una macchina che non va, ha tanto il sapore della resa. Il Napoli di Allegri, fin qui la peggiore tra le big e la più contestata, arriverà all’Allianz Stadium a pari punti rispetto alla Juventus e non è che il sintomo di una malattia profonda che corrompe alla radice il progetto della rinascita.

Che proprio in queste ore cada l’anniversario dell’arrivo di Spalletti alla Continassa è un crudele scherzo del destino e allo stesso tempo un modo brutale di fare bilanci, tutt’altro che positivi. La Juventus sembra su un piano inclinato, svuotata di forze e con una convinzione in se stessa che diminuisce con il passare delle partite: il Napoli e la trasferta a Firenze (con in mezzo l’Europa League) prima della sosta sono trappole insidiosissime. Dovesse cascarci, a novembre sarebbe impossibile non discutere anche della posizione dell’allenatore.

Il Milan è stato, invece, rimontato e battuto dal Bologna a San Siro dove ha subito due delle tre sconfitte stagionali fin qui incassate. Amorim va sotto processo per alcune scelte di formazione e per i cambi. Si è giustificato sostenendo che la sua squadra mancasse di energia e questo è un alibi che gli va concesso, visto che nel turno infrasettimanale hanno offerto prestazioni sotto tono quasi tutte le reduci dalla sequenza di impegni nelle coppe europee: Como e Roma hanno a lungo sofferto, l’Inter si è salvata a Venezia, solo il Napoli è stato bello a Monza.

La classifica ancora non condanna Amorim: 18 punti in 9 giornate con proiezione serena in zona Champions League. Qui, però, finiscono le buone notizie perché alcuni problemi si ripropongono costantemente senza soluzione. La rosa che Cardinale gli ha affidato ha dei limiti evidenti, in alcuni reparti anche numerici; il problema è che il proprietario non sembra disposto ad assumersi la paternità degli errori e l’avvio di stagione non è certamente quello che aveva in testa quando ha staccato assegni per 150 milioni di euro nella prima estate da dominus del Milan. Sabato sera il derby che può essere croce o delizia.