Kimi Antonelli si giocherà il primo match ball per il titolo mondiale dalla migliore posizione possibile, la pole position. Il leader della classifica di Formula 1 ha realizzato il miglior tempo sul circuito di Austin, un giro perfetto che gli ha permesso di precedere Max Verstappen e Isack Hadjar, entrambi alla guida della Red Bull, il team che negli ultimi mesi si sta dimostrando il più veloce e si candida per essere il grande avversario di Antonelli e della Mercedes per la prossima stagione. Dalla seconda fila partirà anche Charles Leclerc che con la sua Ferrari ha ottenuto il quarto tempo precedendo il compagno di squadra Lewis Hamilton. Ma il monegasco ha qualcosa da recriminare perchè paradossalmente con il tempo ottenuto nella Q2 sarebbe partito in prima fila, invece nei giri della Q3 non è riuscito a migliorarsi peggiorando anzi il tempo precedentemente ottenuto.
Russell il grande sconfitto
George Russell esce con le ossa rotta dalle qualifiche ufficiali, il britannico è finito al sesto posto a più di quattro decimi dal compagno di squadra, un’enormità. Kimi Antonelli ha dimostrato ancora una volta di essere il più veloce, ma anche di avere un solo pensiero in testa, quello di essere sempre primo, sia in prova che in gara. Niente calcoli e piede pesante sull’acceleratore per dimostrare ogni giorno di più che è il più veloce. Kimi parte ovviamente come il grande favorito dopo aver ottenuto la pole position, per essere campione del mondo deve vincere la gara con Russell nono o più indietro e Hamilton quinto o più indietro. Condizioni difficili da realizzare, ma il traguardo è lì a portata di mano e Kimi dimostra di non avvertire alcun tipo di tensione. Appena sceso dall’abitacolo ha abbracciato il papà e gli ha sussurato: “L’ultimo giro tanta roba” con la semplicità che appartiene a un ragazzo di vent’anni che sta per riportare l’Italia a trionfare a 73 anni dalla vittoria del campionato del mondo di Alberto Ascari nel 1953. Se sarà oggi o più avanti poco importa. A Kimi adesso interessa vincere a Austin: «Perché manco sul gradino più alto del podio da un po’ anche so che sarà difficile perché qui ci sono sempre gare molto imprevedibili. Almeno – dice sorridendo dopo la qualifica – so di partire dalla posizione migliore per potermela giocare».