Gli ultimi pezzi, Max Allegri, li ha persi per colpa delle nazionali. Uno dopo l’altro: Antonio Vergara, lesione distrattiva di medio grado del soleo destro, Mathias Olivera, lesione distrattiva del muscolo otturatore esterno destro e Costantino Favasuli, lesione di secondo grado del retto femorale della coscia destra. Tutti fuori da uno o due mesi con relativo pacchetto importante di partite saltate, visto che con ottobre il calcio entra nella lavatrice dei calendari senza pausa ed essere assenti significa mancare tanto agli allenatori.

Il Napoli ha pagato un conto salato alla sosta internazionale, aggiungendo gli infortuni di queste settimane alla lista già lunga di forfait costruiti in casa. Una vera e propria maledizione che sta colpendo i partenopei, a caccia del colpevole se non si vuole limitare tutto alla sola malasorte. Un anno fa di questi tempi si apriva il dibattito sui metodi di allenamento di Conte e del suo staff, sulla difficoltà a gestire il doppio impegno dopo un anno senza coppe e si sarebbe arrivati al quasi ammutinamento di Bologna di inizio novembre.

Oggi al comando c’è Max Allegri ma la situazione non sembra essere cambiata. In attesa del rientro di Scott McTominay, fermato per un piccolo intervento cardiaco e fuori per 4 partite, l’elenco dei ko fisici metterebbe a dura prova la pazienza di qualsiasi tecnico. Andando per ruolo, il Napoli ha dovuto rinunciare ad Alex Meret in porta (2 gare), Alessandro Buongiorno che non c’è mai stato e non rientrerà se non tra diverse settimane (fin qui 6 partite saltate), Luca Marianucci (6) e Leonardo Spinazzola (1) oltre ai già citati Olivera e Favasuli per il reparto di difesa, André-Frank Anguissa (2 ma diventeranno non meno di 5) a centrocampo, Alisson Santos (2 and counting) e Giovane (4) in attacco.

Un anno fa a metà stagione, con l’obiettivo scudetto ormai volato via e il cammino in Champions League ampiamente condizionato in negativo, Conte era arrivato a quota 33 infortuni di cui due terzi di carattere muscolare. Oggi siamo a metà ottobre e il conto è 11 si cui 7 per colpa dei muscoli. Un’emergenza su cui il Napoli dovrà intervenire in fretta per evitare che la situazione prenda una piega non governabile. Rispetto all’annata post scudetto la rosa è stata allungata, ma Allegri avrà problemi in alcuni settori del campo e la storia dice che a lungo andare paga dazio anche chi per un periodo lungo gioca senza riposare perché non ha cambi adeguati alle spalle.

Dalla ripresa all’8 novembre i partenopei sono attesi da 6 partite di campionato (Frosinone, Roma e Lazio al Maradona, Venezia, Monza e Juventus in trasferta) e 3 di Champions League (fuori casa con Villarreal e Porto, davanti al pubblico amico con il Bodo Glimt). Spazio per rifiatare o recuperare: zero. La sosta nazionali è stata una tassa insopportabile per il club di De Laurentiis, che da sempre è critico con la scansione dei calendari internazionali, ma non deve diventare un’alibi; tra ottobre e novembre passano molte delle speranze napoletane di riagganciare il treno scudetto.