"Qui si fa politica e in tanti non hanno saputo apprezzarlo, da 16 anni è l'occasione per dare idee per ripartire", spiega Matteo Renzi, leader di Italia Viva, concludendo a Firenze i lavori della Leopolda 14. Quindi una stilettata all'ex alleato Carlo Calenda: "Anzi, non 16 ma 14. Perché un anno c'era il Covid e un anno Calenda…". E la platea se la ride. "Qui non c'è niente di effimero, la nostra proposta di quest'anno è essenzialmente il decreto ceto medio", ha aggiunto l'ex premier. 

"Nel centrosinistra - che vogliamo far vincere - noi saremo quelli che terremo alta la bandiera del garantismo. Lo dobbiamo a chi è stato arrestato ingiustamente", sottolinea Renzi dopo l'intervento dal palco di Simone Uggetti, l'ex sindaco di Lodi arrestato e poi assolto. Altro tema, la rappresentanza femminile in lista: "Qui alla Leopolda le donne sono poche ma saranno in maggioranza nella lista di Casa Riformista", assicura l'ex sindaco di Firenze che poi scalda i motori in vista delle prossime importanti amministrative. 

 

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"Sosterremo molto volentieri alla presidenza della Regione Sicilia la candidatura di Pietro Bartolo", l'ex europarlamentare e medico lampedusano. Un messaggio chiaro ai possibili alleati del Campo largo, a partire dal Partito democratico. Altrettanto chiaro quello a Giuseppe Conte: "L'Ucraina non si svende, si difende". E ancora: "Va bene il tavolo del programma ma serve l'ideale che non è l'ideologia", "serve l'ispirazione filosofica, avere dei sogni", poi "certo servono la competenza e lo studio, insieme a una capacità di non essere superficiali". 

A Renzi ha risposto Calenda, con un post "a orologeria" su X: "Lontani da questo spettacolo triste della destra indecisa a tutto e della sinistra populista; dalle beghe tra Conte, Renzi, De Luca, Bonelli, Onorato e Bettini, dalle boutade di Salvini e dalla mediocrità di Urso, stiamo dando vita all'unica alternativa al bipopulismo". "Con Pina Picierno, Giuseppe Benedetto, Europeisti e tanti altri - prosegue il leader di Azione - stiamo costruendo un Centro liberale, popolare ed europeista che ha idee chiare sui valori di fondo della nostra politica estera". 

Cinque le linee rosse del suo programma: "Armi all'Ucraina per tutto il tempo che serve a fermare Putin, partecipazione con i volenterosi alla costruzione della Nato europea, rimozione del diritto di veto in seno al Consiglio europeo verso la costruzione di un'Europa federale, adeguamento della spesa militare alle necessità di difesa italiane ed europee, radicale cambiamento del Green deal, reshoring della manifattura e investimento sul nucleare". "Sul resto si può discutere e fare compromessi, sulla politica estera (militare, economia e commerciale), in questa epoca di imperi che vogliono smembrare l'Ue, occorre avere le idee chiare. Chi si è stancato delle titubanze e ipocrisie della destra e della sinistra è benvenuto. Avanti".