Nel cuore dell’Europa, incastonato tra Francia, Germania e Belgio, si trova l’ultimo Granducato del mondo: il Lussemburgo.
Il più piccolo dei grandi-Stati, o il più grande tra i micro-Stati, il dibattito è ancora aperto, ciò che è certo, invece, è che in appena 2.586 chilometri quadrati il Paese riesce a mettere insieme fortezze medievali, foreste di roccia, vigneti affacciati sul fiume e vecchie aree industriali diventate luoghi di cultura.
Il tutto a pochi minuti l’uno dall’altro, e con un dettaglio che cambia il modo di viaggiare: per spostarsi non si paga.
Si comincia dalla capitaleQuasi tutti i viaggi iniziano dalla capitale, il cui nome è lo stesso del Paese, Lussemburgo. Il centro storico è Patrimonio UNESCO, ma non ha nulla del museo immobile. Le casematte del Bock, scavate nella roccia, convivono con le architetture moderne, e il quartiere del Grund con le vetrine e i ristoranti.
Bastano pochi passi per passare da un secolo all’altro e poi tornare indietro. È una capitale cosmopolita ma a misura di viaggiatore, di quelle che si “finiscono” in un weekend senza avere la sensazione di aver corso.
Il trasporto gratuitoC’è però un motivo per non fermarsi alla capitale, ed è sorprendentemente semplice. Dal marzo 2020 il Lussemburgo ha reso gratuito il trasporto pubblico su tutto il territorio nazionale: autobus, tram e treni in seconda classe, per residenti e turisti.
Niente biglietteria, niente tariffe da decifrare. Il Lussemburgo è stato il primo Paese al mondo a farlo, e sembra aver funzionato anche come richiamo, visto che tra i viaggiatori italiani interpellati in un’indagine commissionata da Luxembourg for Tourism, la gratuità dei mezzi pubblici è tra le ragioni della scelta per il 24% dei rispondenti.
Le regioni del LussemburgoDa qui il Paese si apre come un ventaglio. Molte delle regioni si raggiungono in circa un’ora, e ognuna ha un carattere preciso.
A est c’è il Mullerthal, chiamato la “Piccola Svizzera lussemburghese” per via delle sue gole rocciose, le cascate e i sentieri; tra essi il Mullerthal Trail, che ha ottenuto la certificazione Leading Quality Trail – Best of Europe.
Verso il fiume ci sono i vigneti della Mosella, dove vengono prodotti il Riesling e il Crémant de Luxembourg, due vini tipici di questo Paese che si assaggiano direttamente nelle cantine, spesso a conduzione familiare.
Al sud il Minett racconta un’altra storia: quella di un passato industriale che non è stato cancellato, bensì riconvertito, oggi il Minett è animato da arte, eventi e persino da una Riserva della Biosfera UNESCO.
Arriviamo poi a nord, nell’Éislek, dove il panorama si fa ricco di castelli e boschi. Questa è la regione che, nella primavera 2027, aggiungerà il Glamour Camping Lultzhausen, per chi i boschi vuole viverli dormendoci in mezzo.
Resta il Guttland, forse la parte più discreta del Lussemburgo. Paesaggi rurali, borghi, itinerari in cui natura e storia si alternano senza fretta, e la Valle dei Sette Castelli, indicata come uno dei percorsi più suggestivi della regione.
La destinazione che non ti aspettiAlla fine, il motivo per cui gli italiani scelgono il Lussemburgo è forse il più onesto di tutti: per il 55% degli intervistati è il desiderio di scoprire un posto nuovo. Non una meta da spuntare, ma una sorpresa.
Ed è qui che il dibattito sulla dimensione perde di senso. Piccolo o grande, il Lussemburgo è un Paese che ci si aspetta di vedere in un pomeriggio e che invece, tra una cantina, un sentiero e un tram senza biglietto, si prende il tempo che serve.
Il suo vero primato, in fondo, non è sulla carta geografica: è la distanza tra quello che si immagina prima di partire e quello che si trova una volta arrivati.