"Abbiamo sentito un Trump in purezza". Enrico Mentana si sfrega le mani: finalmente la maratona elettorale del TgLa7 per le elezioni di midterm americane può regalare un po' di pepe.

Il risultato è quello pronosticato alla vigilia, con i democratici che vincono e prendono la maggioranza sia alla Camera sia al Senato. Il presidente in carica, anatra zoppa, sta in silenzio per alcune ore poi concede le prime dichiarazioni e partono i fuochi d'artificio, tra minacce di usare "gli enormi poteri" di cui dispone la Casa Bianca, a partire da quello di "veto", e assicurazioni di voler collaborare con gli avversari "per il bene degli Stati Uniti, complimenti agli eletti dem e stilettate a chi tra i repubblicani gli ha fatto la guerra interna, venendo poi punito dagli elettori.

 

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"Bastone, carota, fanfaronate, profezie terrificanti anche sull'Italia, 'paesi che non sopravviveranno al dilagare dell'immigrazione, mentre noi americani abbiamo sigillato i nostri confini che erano un colabrodo…' - riassume Mentana con un po' di perfida ironia -. Non ci si poteva aspettare nulla di diverso".

"Quando lui dice che non vuole dare un nome a un candidato democratico per il 2028 perché non altrimenti lo renderei un competitor - riflette anche Gerardo Greco, ex corrispondente Rai da New York -, ecco il Trump di questo secondo biennio sarà esattamente come il primo. Non ha neanche escluso di ricandidarsi, non si sa come…". "C'è un come alla Dottor Stranamore - interviene ancora Mentana -, perché se c'è una guerra in corso le elezioni possono slittare".