Disfatta repubblicana alle Midterm. I democratici sono infatti riusciti a riconquistare pesantemente tanto la Camera quanto il Senato, infliggendo così un sonoro schiaffo a Donald Trump. Nel momento in cui scriviamo, la proiezione è che l’Asinello abbia ottenuto 255 seggi alla Camera contro i 180 degli avversari.
Inoltre, sempre al momento in cui scriviamo, i dem sono riusciti strappare ai repubblicani i seggi senatoriali di Texas, South Carolina, North Carolina, Iowa, Ohio e Kansas. Magra consolazione per il Grand Old Party, la situazione in Michigan è ancora incerta, con il candidato dem, Abdul El-Sayed, tallonato dal rivale repubblicano Mike Rogers a circa un punto di distanza. Come che sia, l’Asinello ha già blindato almeno 52 seggi, raggiungendo matematicamente la maggioranza in Senato. Non solo. I dem hanno anche vinto alcune importanti corse governatoriali: dal Texas all’Ohio.
La sconfitta di Trump alle midterm
«Il presidente Trump non era candidato, ed è dimostrato che gli elettori di Trump si presentano alle urne quando lui è presente sulla scheda elettorale», ha commentato la Casa Bianca. Trump, dal canto suo, si è definito «un po’ sorpreso» dal trionfo dem. Ora, è senz’altro vero come dal 1986 a oggi il partito del presidente in carica sia uscito dalle Midterm del secondo mandato senza entrambi i rami del Congresso.
Tuttavia, è al contempo chiaro come questa debacle rappresenti una notevole sconfitta politica per Trump che, soprattutto nell’ultimo mese, aveva effettuato numerosi comizi elettorali in sostegno dei repubblicani candidati negli Stati chiave. A peggiorare la situazione per il presidente sta il fatto che i dem, al Sanato, siano riusciti a espugnare storici bastioni repubblicani, come il Texas.
A pesare negativamente sul Grand Old Party è stato probabilmente soprattutto l’elevato costo del carburante, innescato dalla guerra in Iran. Un conflitto che gli elettori indipendenti non hanno mai apprezzato e i cui impatti economici hanno verosimilmente infastidito anche una fetta di elettori repubblicani (la sconfitta del Grand Old Party in Kansas è indicativa sotto questo aspetto).
A questo si aggiunga anche il fatto che l’inquilino della Casa Bianca, soprattutto in certi casi, ha appoggiato dei candidati non troppo adeguati (si pensi solo alle corse senatoriali di Texas e South Carolina).
Il peso politico e i possibili scenari negli Usa
A partire da gennaio, quando il nuovo Congresso si insedierà, Trump diverrà quindi un’anatra zoppa. La pressione parlamentare dem sulla Casa Bianca aumenterà sensibilmente. E nell’Asinello già si discute da tempo sull’eventualità di intentare contro il presidente un terzo processo di impeachment. Dal canto suo, Trump ha già fatto sapere di essere intenzionato a usare il suo potere di veto. Bisognerà eventualmente vedere se si registreranno margini di collaborazione.
Tuttavia, visto il clima politico altamente polarizzato, si tratta di uno scenario che, almeno per ora, appare scarsamente probabile. Sotto questo aspetto, è verosimile che, come i suoi predecessori arrivati agli ultimi due anni di mandato senza la maggioranza al Congresso, Trump si concentrerà adesso maggiormente sulla politica estera. Per quanto riguarda la sua agenda interna, la strada, invece, sarà significativamente in salita.
Senza contare che, con questa sconfitta, la presa del presidente americano sul suo partito rischia seriamente di indebolirsi. Negli scorsi giorni, Politico aveva già riportato l’esistenza di malumori interni: malumori che adesso potrebbero deflagrare, creando delle fibrillazioni in seno al Grand Old Party.
In tal senso, a fare le spese di questa debacle rischia di essere soprattutto JD Vance. Non è un mistero che il vicepresidente abbia sempre nutrito l’ambizione di candidarsi alla nomination presidenziale repubblicana. Tuttavia, se la leadership interna di Trump dovesse adesso indebolirsi in modo sensibile, Vance, in quanto suo vice, potrebbe risentirne negativamente. A questo punto, la sua eventuale strada verso la nomination, per quanto non del tutto sbarrata, si fa quindi senza dubbio più complicata.