La sconfitta per 3-1 nel derby contro il Milan ha evidenziato le difficoltà dell'Inter di Chivu, che sembra aver perso solidità, certezze e soprattutto la cattiveria agonistica mostrata nella passata stagione. Come ammesso dallo stesso allenatore, "Non è mai facile avere la stessa fame da un anno all'altro". A pesare sono state anche le assenze, in particolare quella di Lautaro Martinez, e le condizioni precarie di diversi giocatori, tra cui Bonny, colpito da febbre e problemi intestinali, e Pio Esposito. Chivu ha spiegato che la squadra è stata costretta a improvvisare e modificare il piano tattico per far fronte alle emergenze.

Il tecnico non ha però nascosto le responsabilità della squadra, riconoscendo un approccio sbagliato alla partita: "Abbiamo sbagliato l'approccio, non è tutto da buttare, abbiamo reagito". Nonostante la reazione e la possibilità di pareggiare, resta il problema di un'Inter che fatica a trovare continuità e che non riesce a vincere un derby da due anni.

Al centro della riflessione c'è soprattutto l'atteggiamento mentale, definito da Chivu come una forma di "provincialismo": la squadra sembra aver perso quella capacità di percepire il pericolo e affrontare le difficoltà con concretezza, anche attraverso giocate semplici e meno spettacolari.

Il tecnico ha infine individuato nella mancanza di determinazione il principale limite attuale: "Facciamo fatica a trovare la cattiveria se non quando si va sotto e a volte è un po' tardi". E ha concluso: "L'anno scorso avevamo più cattiveria, bisogna ritrovarla". La priorità, dunque, è recuperare fame, solidità e mentalità vincente.