La corsa per costruire capacità computazionale per l’intelligenza artificiale non sembra avere freni negli Stati Uniti, verrebbe anzi da chiedersi se la situazione non stia sfuggendo di mano. Perché secondo quanto riportato dal The Guardian, Elon Musk sembra intenzionato a comprare un intero quartiere di una città del Mississippi per costruire i data center di SpaceXAI, la sua azienda di intelligenza artificiale.
Il data center a SouthavenSiamo nella città di Southaven, Mississippi, un borgo di poco meno di 60mila abitanti. Non lontano da questa città, più precisamente alla sua periferia ovest, è in costruzione il supercomputer “Colossus”, con i relativi data center per il suo funzionamento che utilizzano al momento 100.000 chip Nvidia (un numero destinato ad aumentare).
Proprio da qui nasce la tragedia per i cittadini del quartiere di Colonial Hills, perché dalle turbine a gas naturale installate per fornire energia elettrica ai data center (la centrale è a poco più di 500 metri dal quartiere) proviene un rumore costante e continuo, descritto dai residenti come il rombo costante di un motore d’aereo.
Le rilevazioni effettuate hanno effettivamente evidenziato come all’esterno delle case vi siano picchi costanti tra i 65 e i 70 decibel (dB), sia di giorno che di notte. Questo a fronte di un limite massimo consentito per le aree residenziali che è di 55 dB.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) stabilisce che un’esposizione costante sopra i 55 dB può causare disturbi del sonno, stress cronico e problemi cardiovascolari.
Non a caso molti residenti hanno denunciato l’impossibilità di dormire o di stare in giardino, lamentando persino che le finestre delle case tremano a causa delle vibrazioni delle turbine, avviando una class action contro SpaceXAI.
“Elonville”Per ovviare all’inconveniente del rumore, Musk sembra aver optato per l’acquisto degli immobili del quartiere di Colonial Hills, o almeno questo emerge dalle registrazioni ottenute dal Guardian, nelle quali si sente chiaramente uno degli agenti immobiliari incaricati da SpaceXAIspiegare a un residente che l’obiettivo finale è acquisire 418 case.
Al momento della registrazione, l’agente rivela che 18 proprietari di immobili avevano già optato per la vendita, accettando l’offerta a prezzo di mercato e firmando l’accordo di vendita.
Nella stessa registrazione, l’agente immobiliare ammette a chiare lettere che il motivo principale dietro questa compravendita di massa è neutralizzare sul nascere la causa legale collettiva (class action) intentata dagli abitanti esasperati dal rumore assordante dei server e dei generatori.
L’accordo per ricevere i soldi della casa funge a tutti gli effetti da “patto di non belligeranza” legale. Con il quale il venditore si impegna a ritirarsi dalla class action contro SpaceXAI.
Una delle cittadine di Southaven sentite dal Guardian sostiene che Elon Musk voglia «espandere l’acquisto all’intero quartiere» di Colonial Hills, creando «una ‘Elonville’». Una volta svuotato dai civili, il quartiere potrebbe essere blindato e trasformato in una sorta di campus privato per i dipendenti di SpaceXAI, eliminando alla radice il problema delle proteste pubbliche.
La difesa del sindaco e gli interventi in programmaDopo la pubblicazione dell’inchiesta del Guardian, il sindaco di Southaven, Darren Musselwhite, ha difeso apertamente l’operazione immobiliare di xAI, asserendo che i servizi dei telegiornali locali che parlavano di residenti “cacciati di forza” fossero falsi.
Il sindaco ha confermato che gli immobili acquistati serviranno per ospitare la forza lavoro di xAI e SpaceX man mano che le aziende espanderanno le loro operazioni. Difendendo l’intera operazione, che a sua detta genererà entrate fiscali senza precedenti per i contribuenti della contea di DeSoto, migliorando i servizi pubblici.
Musselwhite aveva peraltro già invitato i cittadini che si lamentavano del rumore a “valutare l’idea di vendere”, liquidando parte delle proteste come un “attacco politico radicale” a Elon Musk.
Tuttavia, sono state avviate le procedure per attuare l’accordo con lo Stato del Mississippi, siglato questo luglio.
Il piano impone all’azienda di Musk lo smantellamento progressivo, tra l’agosto 2026 e il luglio 2027, di tutte le 69 turbine temporanee a gas responsabili del rumore assordante. Saranno sostituite da una centrale permanente da 1,2 GW con 41 turbine fisse autorizzate e dotate di silenziatori avanzati.
Resta da vedere se questa transizione tecnologica basterà a restituire la serenità ai cittadini rimasti o se Colonial Hills si trasformerà davvero in ‘Elonville’.