Anche la camera con la vista più incredibile, dopo un paio di notti provoca sbadigli. Smette di strabiliare, diventa abitudine, un orizzonte prevedibile. Succede meno in crociera, dove il panorama si trasforma di continuo e ci si sveglia davanti a porti sempre diversi. Merito dell’acqua, che impone la sua ipnosi formidabile: «Se ora fossimo in una delle nostre mete future, l’Alaska, lei sarebbe distratto e nemmeno io le presterei troppa attenzione. Il paesaggio ci chiamerebbe a sé, bussando con insistenza sui vetri. Vedremmo, da vicinissimo, orsi sulla spiaggia e aquile volare tra gli alberi».
Oltre la folla: la rotta degli yacht privati tra calette remote e isole segrete
A descrivere questo scenario, assieme a quello di isolette greche fuori dalle solite rotte – «il nome da appuntarsi è Milos, sconosciuta fino a poco tempo fa» – accanto alle gemme del Mediterraneo e di altri mari remoti, è Justin Poulsen. È il responsabile della pianificazione degli itinerari e delle esperienze a terra di Explora Journeys, una delle compagnie protagoniste di una new wave della navigazione per turismo, che ha attratto a bordo i grandi dell’hôtellerie di lusso, da Four Seasons a The Ritz-Carlton fino ad Aman. E ha convinto i nomi storici del settore a ripensare la loro offerta, cucendola addosso a un pubblico più esigente e a una fascia d’età meno avanzata rispetto agli stereotipi della vacanza sulle onde per senior, a basso costo e con quasi tutto incluso.
Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Clia, l’associazione di riferimento dell’industria, il 2025 si è chiuso a livello globale con un numero record e parecchio ottimismo: 37,3 milioni di passeggeri e la previsione di un’ulteriore crescita per il 2026 (38,3 milioni). In parallelo, la spesa aumenta: l’osservatorio Ticketcrociere, piattaforma di riferimento in Italia per l’acquisto di una vacanza sul mare, rileva che negli ultimi cinque anni il costo medio a persona è aumentato dell’82 per cento. La Clia sottolinea inoltre che il 90 per cento di chi ha vissuto una crociera intende ripeterla e che circa un terzo dei viaggiatori ha meno di 40 anni. Insomma, i giovani si sono accorti che la cabina è chic (specie se, furbescamente, viene ribattezzata suite), mentre approcciare una destinazione dalla riva elide tante complessità. In primis, quelle tipiche di un viaggio nomade: la scocciatura di fare e disfare la valigia di continuo, supplicando gli addetti alle reception degli hotel per un check-out posticipato.
Alta cucina e ritiri su misura: il valore dell’intimità a bordo
«Prendiamo un itinerario in Giappone di dieci o dodici giorni», continua Poulsen: «Mostriamo templi e castelli, andiamo a Tokyo, Hiroshima, Osaka e Nagasaki, più in varie gemme poco battute. È affascinante, ma sfidante. Perciò è un sollievo, ogni sera, ritornare in un’atmosfera familiare». Restando allineati al luogo, assaggiando i sapori nipponici da Sakura, il ristorante asiatico di Explora Journeys. O assecondando la nostalgia di casa da Med Yacht Club, dove ordinare uno spaghetto alle vongole senza ritrovarsi nel piatto un pasticcio di noodles. In crociera, è noto, il cibo non manca mai e le sirene del buffet spingono a consumarne più del necessario. Ma l’ondata salutista di questi tempi ossessionati dalla longevità ha raggiunto la via del largo. Orient Express, che dopo i treni ha colto il potenziale delle navi, si è inventata un ritiro rigenerante tra i flutti sul suo yacht Corinthian, varato in primavera: due settimane in programma a ottobre dedicate alla rigenerazione fisica lungo la rotta transatlantica tra Lisbona e Bridgetown, nei Caraibi. Basterebbe l’acqua cristallina per garantirsi la pace interiore, ma in più c’è la collaborazione con lo storico marchio di beauty Guerlain.
Benessere d’alta gamma: quando il relax diventa un servizio per pochi
Su Msc World Asia, la nuova ammiraglia di Msc Crociere che salperà a inizio dicembre, l’area della spa supererà i 1.200 metri quadrati. Tra le proposte, terapie che alleviano le tensioni muscolari e facilitano il recupero dopo l’attività fisica, trattamenti per disintossicare il corpo e rendere la pelle più tonica e liscia. «La nostra ambizione è competere con le migliori destinazioni wellness a terra» commenta Georg Schmickler, vicepresidente senior delle onboard revenues della compagnia.
Explora Journeys ha voluto il campionissimo del tennis Jannik Sinner per orchestrare In balance, un programma guidato di fitness della durata totale di 3 ore e 30 minuti (già, più di un match di Wimbledon) per allenarsi con cura e disciplina. Il premio morale allo spirito di abnegazione in vacanza è garantito.
Due filosofie opposte: l’adrenalina dei colossi e il silenzio dei velieri
Chi invece associa alle ferie l’avventura, non resterà deluso. Anzi, si ritroverà a sfidare il suo concetto del limite. Su Norwegian Luna, l’ultima arrivata in casa Norwegian Cruise Line, si sono inventati l’Aqua slidecoaster, una perversione logica, un ibrido tra le montagne russe e gli scivoli bagnati. Cavalcando un gommoncino spinto da un braccio meccanico, si viene catapultati in un tubo di paura scorrevole che corre lungo lo scafo. Per fortuna in coppia, per darsi coraggio a vicenda. E se non basta ancora, ecco The drop, dieci piani di scivolo a spirale in caduta libera, dove maledirsi per non essere rimasti svaccati sul lettino. Su Legend of the seas di Royal Caribbean c’è invece una cascata alta circa 16 metri: non ci si lancia in prima persona, ma si guardano tuffatori professionisti che lo fanno, beati loro, con assoluta disinvoltura. Sono i protagonisti di uno dei tanti spettacoli di bordo, che comprendono il musical di Broadway Charlie e la fabbrica di cioccolato, al debutto sull’acqua con tutta la banda di festosi Umpa-Lumpa.
Però la crociera non è più, o almeno non solo, un coro di bambini urlanti e adulti fanciullini sovraeccitati. Per esempio, lo yacht di 180 metri Amangati, in arrivo nella primavera del 2027, ha scelto come valori lo spazio, la privacy e la tranquillità: solo 94 passeggeri in 47 suite, tutte con terrazza. Mentre saranno 79 le residenze sulla barca Four Seasons II, che partirà nel 2028 con un rapporto di uno a uno tra ospiti e personale, per garantire standard di servizio eccellenti. E il maestoso veliero Club Med 2, nonostante la stazza, ha scelto di fermarsi a 164 cabine, in controtendenza rispetto alle migliaia raggiunte dai giganti dell’oceano.
Il privilegio della sottrazione: escursioni private e approdi riservati
L’ultima frontiera, come per gli alberghi di fascia alta, è il profilo basso. Lo confermano esperienze a terra che puntano sulla personalizzazione e i volumi ridotti: «Abbiamo già organizzato», racconta Poulsen, «visite private al monastero di Amorgo, in Grecia. O un giro per due sull’isola di Mustique, ai Caraibi, dove Mick Jagger ha una villa. In generale, ci muoviamo in piccoli gruppi e li facciamo ruotare, così da non intasare mai una meta». Anche perché le navi sono diventate destinazioni in sé e in molti preferiscono non scendere quasi mai. Rimangono volentieri a bordo per concedersi un massaggio, gustare un piatto prelibato, allenarsi come Jannik Sinner o diventare, comunque, i numeri uno al mondo. Non nel tennis, ma nel dignitosissimo campionato dell’ozio assoluto.