"I violenti sono d'importazione, ma la coglionaggine ce l'abbiamo in casa", scrive Alessandro Sallusti nel suo editoriale su Libero. Il direttore, parlando delle devastazioni di piazza a Milano, Torino e Bologna, si riferisce ai maranza, immigrati di seconda o terza generazione, protagonisti di scontri e saccheggi, e agli intellettuali e politici di sinistra pronti a minimizzare se non addirittura giustificare quanto accaduto in questi giorni, scaricandone la responsabilità sul governo di centrodestra.

"Attenzione che a sinistra c'è un virus per cui tutto ciò che accade sotto il governo Meloni è da proteggere, difendere", spiega il direttore di Libero ospite di Nicola Porro a Quarta repubblica, su Rete 4. "Nelle scorse ore un docente universitario, un professore universitario dell'Università di Bologna, il più antico Ateneo europeo, ha detto, vado a leggere, ha fatto un post, un professore, un ricercatore - sottolinea ancora Sallusti, scandendo il ruolo della persona in questione -, 'poliziotti figli di put***a, se non volete prendere un estintore in testa cambiate mestiere'. Altre frasi le avete fatte vedere. Io credo che siamo arrivati all'assurdo". 

"Figurati se non sono per la difesa della libertà di manifestare e protestare - prosegue nel suo ragionamento Sallusti -, ma la libertà di manifestare e protestare ha dei limiti che sono previsti non dalla Meloni ma dalla Costituzione".

Cambiano le parole d'ordine, cambiano i protagonisti ma le dinamiche, conclude Sallusti, sono note. "Per carità non voglio paragonare i tempi, ma è uno schema politico, quasi culturale, quello dei compagni che sbagliano, cioè la massa ha ragione e poi dentro la massa ci sono dei compagni che sbagliano. Perché è anche difficile definire come protesta quello che abbiamo visto, perché la protesta è contro un provvedimento ritenuto inadeguato, illegittimo addirittura, e la protesta è fatta da chi ha titolo di protestare rispetto a quel provvedimento. Oggi abbiamo gli agricoltori che stanno protestando per l'aumento del costo del gasolio, del carburante agricolo". Loro, sì, hanno diritto di protestare. Ma nessuno si sogna di sfasciare vetrine, assaltare supermercati o rubare scarpe di marca.

 

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— Quarta Repubblica (@QRepubblica) October 19, 2026