"Caro Capra, non sono io che dico le bestialità. Caro Capra, il problema è che tutto questo il Ris, ma anche lei, avevate l'obbligo di comunicarlo al pubblico ministero, perché il pubblico ministero per legge è tenuto ad acquisire prove anche a discolpa dell'indagato". 

Durissimo botta e risposta a Quarto grado, il programma di approfondimento condotto da Gianluigi Nuzzi su Rete 4, tra il giornalista Carmelo Abbate e Marzio Capra, consulente della famiglia Poggi nel caso Garlasco. Il tema, come sempre da qualche giorno a questa parte, è l'esito negativo dell'OPTI Test che avrebbe potuto portare a suo tempo allo scagionamento di Alberto Stasi, poi condannato in via definitiva per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, avvenuto la mattina del 13 agosto 2007. Un processo che ora potrebbe arrivare a revisione, in contemporanea con il nuovo probabile procedimento contro Andrea Sempio.

L'esito di quel test non fu però mai comunicato alla pm Muscio, convinta della colpevolezza di Stasi. "I Ris avevano l'obbligo di scrivere la verità nella relazione che consegnano al pubblico ministero, dove si scrive che è il DNA di Chiara Poggi, oltre ogni ragionevole dubbio, e parlano espressamente di tracce ematiche - sottolinea Abbate -. Tracce ematiche al mio paese, nella mia lingua, significa sangue. E loro scrivono tracce ematiche dopo aver fatto l'OPTI test, che gli esclude che si tratta di sangue. E quando il 25 Fabbri va lì e chiede l'OPTI test, non è che gli dicono 'l'abbiamo fatto'. No, gli dicono che non c'è bisogno. Quindi Capra, non siamo tutti scemi, Capra, non siamo tutti scemi. Ancora un minimo la testa, l'intelligenza, la dignità, il decoro. Ancora cerchiamo di usarli, perché sono dovuti".

"Non esiste traccia di sangue senza DNA - replica Capra -. L'OPTI è stato fatto su altri prelievi, gli altri prelievi hanno costantemente dimostrato l'assenza di DNA, per cui dire che l'OPTI non è negativo... Avevamo già la controprova del DNA, il DNA è molto più sensibile e ha già dato una risposta negativa, per cui continuare a parlare dell'OPTI... è stato fatto, è stato fatto su un'altra traccia e ha dato negatività, così come ha dato negatività il DNA, così come ha dato in 15 altri campioni e ha dato sempre negatività, questo lo si sa dal 2007, perché le tracce originarie erano state asportate completamente". 

"Capra - interviene Abbate -, quando arriva Fabbri il 25 e chiede che venga fatto l'OPTI test, perché non gli si dice 'l'abbiamo fatto e ha dato... Perché non c'è scritto a verbale da nessuna parte che è stato fatto questo OPTI test, perché?". "Perché Fabbri dice di fare l'OPTI test su una traccia specifica e Marino gli risponde, su tracce di un millimetro l'OPTI test non lo si può fare, perché arriveremmo forse a una diagnosi di natura ematica, ma non potremmo fare la diagnosi", è la tesi del consulente, che non convince il giornalista. "Marino non dice che ha fatto l'OPTI test, è certo, Marino non dice che ha fatto l'OPTI test". "Ma la domanda non è quella, la domanda non è quella", si sbraccia ancora Capra. 

 

#Garlasco, Carmelo Abbate: "I RIS avevano l'obbligo di scrivere la verità nella relazione che consegnarono al Pubblico Ministero". #Quartogrado https://t.co/9BfXQSB8AX

— Quarto Grado (@QuartoGrado) October 16, 2026