Non c’è dubbio, è Milano la capitale della cucina straniera in Italia. Basta guardare le statistiche: in Italia ci sono 15mila imprese straniere nel settore dell’alimentazione e 2mila sono a Milano, il 20% dei ristoranti milanesi; a Roma sono il 10% ed a Torino il 5%. Inoltre un milanese su tre mangia etnico almeno 15 volte l’anno. È un fenomeno antico che, però, negli ultimi 20-30 anni è esploso. Fino agli anni ’70, etnico voleva dire quasi esclusivamente cinese e via Paolo Sarpi. C’era qualche raro giapponese, un paio di ispanici, ma erano fenomeni limitati. Oggi c’è di tutto, a tutti i livelli e di tutte le cucine, anche se l’oriente la fa da padrone. Eccone una selezione:
Dragon Kitchen, Milano – Via Carlo Foldi, 8. Tel.: 02 3652 8768 – https://dragonkitchen.it/
A Milano, in zona Cinque Giornate, un ristorante «etnico» di recente apertura, che ricorda molto, nell’aspetto, una trattoria di lusso. Nella sala al pian terreno o nella «balconata», belle tavole ben apparecchiate con, finalmente, tovaglie. L’atmosfera è piacevole e «sorridente», illuminata dal sorriso e dal bravo Christian, il maître.
Come il nome fa intuire, la cucina è «cino asiatica», con qualche piatto di matrice giapponese, oramai diventato un «must» in questo tipo di ristorante, come il wakame o le alghe. Ma, a parte questo, c’è qualche piatto notevole ed originale: è il caso degli jiaozi all’anatra e porcini o i wonton nello stile di Sichuan. Tra i secondi, ottima la tempura di gamberi, o i calamari sale e pepe, o l’anatra laccata. E per concludere, ottimi mochi.
Straordinario il rapporto prezzo qualità: intorno ai 30/35€ per tanta bontà e un servizio preciso e veloce.
Hatsune Zushi at Ronin – Milano, Via Vittorio Alfieri 17. Tel.: 0289367101 – https://www.houseofronin.it/
Il leggendario Hatsune Sushi di Tokyo apre (ha aperto) al secondo piano di House of Ronin 浪人
Una luna elettrica continua a brillare nel cielo di Milano. Dopo lo straordinario successo dei pop-up all’interno di Ronin Shokunin, il Maestro Katsu Nakaji è tornato a Milano per aprire il suo primo ristorante permanente al di fuori del Giappone: Hatsune Zushi at Ronin Milano.
Hatsune – suono di primavera – è il nome dello storico ristorante sito nel palazzo della famiglia Nakaji, a Tokyo, nel quartiere di Ota. Nella famiglia dello chef Nakaji il titolo di shokunin si tramanda da quattro generazioni – sono solo sette i grandi maestri di sushi al mondo, un titolo che passa di padre in figlio, dopo anni e anni di formazione. Da Hatsune Zushi Tokyo il maestro Katsu Nakaji regala esperienze omakase sofisticate, uniche e irripetibili, grazie a ingredienti straordinari e tecniche antiche perfezionate con il tempo e con la pratica, come si deve a un vero, grande, shokunin.
La stessa, inconfondibile, meraviglia ha trovato una casa permanente in via Vittorio Alfieri 17, nella sala omakase intima ed esclusiva al secondo piano di House of Ronin 浪人. Un luogo sospeso nel tempo, dove ogni sera dieci commensali per turno vengono trasportati in un mondo onirico, grazie a un percorso gastronomico indimenticabile alla scoperta dei sapori più chiari e autentici della cucina giapponese.
Nella Chinatown del 2150 che non dorme mai, il maestro Nakaji apre le porte a una nuova era di gusto e cultura, dove lasciarsi andare a un viaggio tra l’oriente e l’occidente, tra il qui e l’altrove.
Costo: 160 euro per il menu omakase, bevande escluse.
Rivington – Milano, Via Giovanni Battista Pirelli 20. Tel.: 345 5572717 https://www.rivington.it/
Un angolo di New York a Milano, ma felicemente con un pizzico di calore italiano. È Rivington, il bel ristorante al quarto piano del Hyatt Centric Milan Centrale, ma con un ascensore dedicato ed uno stile elegante e raffinato.
Si cena in una sala con grandi vetrate, dagli alti soffitti e con enormi lampadari che soffondono una luce calda; divani in pelle, tavole ben apparecchiate, servizio sorridente e discreto.
Anche la cucina si rifà alla tradizione newyorkese: si inizia con le iconiche Oysters Rockefeller, cotte al vapore e servite con spinaci e pecorino cremoso; ottimo e originale (per i palati italici) il Surf & Turf, un filetto mignon servito con aragosta; o un Dover Sole à la meunière, o l’insalata Waldorf in versione con aggiunta di gorgonzola. Fra i dolci il cheescake New York style.
Una visita, per l’aperitivo o il dopocena, al rooftop Organics SkyGarden, con vista mozzafiato sulla città, è un must per passare una serata deliziosa.
Prezzo medio 80€ bevande escluse.
Tuya, Milano – Piazza Bo Bardi Lina, 7– Tel.: 389 959 5221 – http://www.tuya.it/
Più che un ristorante è un luogo «multiforme» dove trascorrere una serata. In piazza Bo Bardi Lina, a due passi da piazza della Repubblica e il Citylife, Tuya è un luogo magico, fatto di buon cibo, ottima musica, un arredamento ed un’atmosfera insoliti e molto piacevoli. Nella grande sala semicircolare, con bei tavoli in marmo, si «affacciano» una grande cucina a vista ed una grande cantina a vista. La cucina è raffinata con un forte accento giapponese, ma easy, con una particolare attenzione alla qualità dei prodotti. Ottimi i crudi, a cominciare dal carpaccio di gamberi rossi, il plateau di frutti di mare e ostriche (splendide); la tartare di tonno. E poi guancia di manzo con purea di zucca, merluzzo con fragole, cotolette di agnello alle olive kalamata. Ottimo, attento e sorridente il servizio.
Sui 100€ bevande escluse.
Piccolo Ronin 浪人 (Izakaya Osteria Listening bar), Milano – Via Vittorio Alfieri, 17. Tel.: 02 8936 7101 – houseofronin.it
Nel cuore di Milano, poco lontano da Chinatown, Piccolo Ronin è un angolo pieno di carattere, raffinato e semplice al tempo stesso. Lo spazio esterno, appena completamente rinnovato, con una grande struttura di copertura «cabriolet», dotata di ventilazione per le serate più afose, accoglie gli ospiti di Piccolo Ronin per aperitivi e cene all’ombra di un grande esemplare di magnolia giapponese che si staglia tra i tavoli dedicati alla cena e i salotti per aperitivo e drinks.
Piccolo Ronin è molte cose: intanto un punto d’incontro per un ampio pubblico giovane e brillante e poi un listening bar, e soprattutto un ristorante «easy» creato per la condivisione e l’assaggio di piatti dello street food giapponese: bao e sando; handrolls; gyoza; okonomiyaki. E poi ottimi cocktails: Negroni con il sake; Moscow Mule con Vodka allo zenzero; Spritz con tè al gelsomino.
Notevole l’aspetto Listening bar con l’ascolto del vinile ed un impianto hi-fi vintage della casa Klipsch.
Ma è l’atmosfera, forse, uno degli aspetti più piacevoli: facile, amichevole e vivace allo stesso tempo.
Prezzi ragionevoli: gyoza, ad esempio, 8-9€