Anche Roberto Saviano dimentica in parte i commercianti. Così come la sinistra, di fronte alle violenze di piazza, lo scrittore scorda i danni subiti dei negozianti e - ospite di Che Tempo Che Fa - commenta così le violenze: "Quando si fanno questo tipo di manifestazioni, a pagare il prezzo più alto sono i manifestanti che diventano scudo, i manifestanti pacifici che diventano scudo, diciamo, delle aggressioni alle vetrine, ma anche qua ci sono dei dettagli". Insomma, non di certo i lavoratori.

E ancora, cercando di raddrizzare il tiro: "Aggredire, per esempio, non c'è nessuna forma di dibattito, perché distruggere una vetrina, per esempio, di chi ci ha messo l'intera vita a costruire quel negozio non è un atto politico, simbolico intendo, è pura rabbia".

"Dirò di più - prosegue -, molte delle prestigiose marche che vengono aggredite e quindi sono oggettivamente vittime della distruzione delle vetrine, quelle marche sono tutte offshore, hanno tutte sedi offshore, cioè eludono una parte del grande gettito fiscale, non sono società, avendo sede in Lussemburgo, a Malta, a Cipro, non stanno partecipando alla costruzione sociale del paese, no assolutamente, quindi quando quelle aziende sono rese vittime chiaramente da questi atti, ma si nasconde la possibilità invece di raccontare l'altro aspetto, il loro reale problema politico, che è quello di guadagnare in Italia e di pagare le tasse in Lussemburgo o con accordi qui".

“Quando si fanno queste manifestazioni, i manifestanti pacifici diventano scudo delle aggressioni alle vetrine”. - @robertosaviano a #CTCF https://t.co/gRIUuj4zdO

— Che Tempo Che Fa (@chetempochefa) October 25, 2026