La sinistra ricade sempre nel vizietto di Stefano Bonaccini: denigrare gli elettori di destra. E così, l'ultima a incappare nello scivolone è Silvia Salis. Accade durante la presentazione del libro della sindaca di Genova, È già domani, alla Feltrinelli di Genova. A intervistarla è stato Corrado Formigli. La domanda? Che cosa invidia a Giorgia Meloni. "Il suo elettorato e la capacità del suo elettorato di avere la memoria un po’ corta, mentre i nostri si ricordano tutto", ha replicato con tanto di risatina.

 

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E pensare che già l'ex presidente dem dell'Emilia-Romagna aveva sollevato un vero e proprio polverone dicendo: "È un discorso che riguarda tutto l’Occidente e l’Europa. Il voto al primo Trump, il voto alla Brexit, il voto in Germania a destra, quello alla Le Pen, quello in Italia a Meloni, Salvini e oggi forse a Vannacci. È il voto di chi ha poco studiato, di chi vive nelle aree interne delle città e di chi sta peggio economicamente".

 

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Insomma, a suo dire "è una Europa diversa. A differenza di quello che è accaduto alla mia generazione, quando il lavoro era una certezza, e la crescita economica si accompagnava a quella demografica, negli ultimi 10-15 anni abbiamo avuto la perdita dei posti di lavoro, il dramma demografico, una Europa che una volta rappresentava 1/3 del PIL mondiale e oggi è meno del 20 e quindi chi sta peggio rischia di ascoltare chi parla alla pancia della gente".