Cosa succederebbe se si andasse a votare oggi? Prova a dare una risposta, come ogni lunedì sera, Enrico Mentana. Il direttore (uscente) del TgLa7 illustra i numeri dell'ultimo sondaggio Swg e il possibile scenario.
Il centrosinistra è dato in vantaggio, al 44,9%, con una coalizione che comprende i tre partiti principali e altrettanti "cespugli". Guida ancora il Partito democratico di Elly Schlein, dati al 20,6 per cento. Netto il vantaggio sul Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, al 12,4 per cento. Nonostante questo, la partita delle (eventuali) primarie appare ancora aperta, a conferma della schizofrenia dell'elettorato progressista.
Alle loro spalle c'è il duo Bonelli & Fratoianni, con Alleanza Verdi e Sinistra ferma al 6,3 per cento. Seguono Italia Viva di Matteo Renzi al 2,3%, +Europa di Riccardo Magi all'1,4% e Avanti Psi all'1 per cento.
E il centrodestra? Insegue al 44,1%, trainato come sempre da Fratelli d'Italia. Il partito della premier Giorgia Meloni è con ampio margine il primo partito d'Italia, come dal 2022 a oggi ininterrottamente, al 29,3 per cento. Alle sue spalle, Forza Italia di Antonio Tajani al 7,4% e la Lega di Matteo Salvini al 5,4%, uscita rafforzata dal Congresso straordinario vinto per la quarta volta di fila dal Capitano. A loro si aggiungono Noi moderati di Maurizio Lupi all'1% e l'ultimo arrivato Cateno De Luca con Sud chiama Nord, sempre all'un per cento.
Restano fuori dai due grupponi Futuro nazionale di Roberto Vannacci, al 5,6%, e Carlo Calenda con Azione al 3,1 per cento. Si tratta di capire se accetteranno di restare alla finestra o se si accaseranno, prima del voto politico del 2027.