Le parole pronunciate da Stefano Bonaccini continuano a fare discutere. Se tutto il centrodestra ha protestato contro chi sostiene che gli elettori di destra siano poco avvezzi allo studio, a sinistra invece si è verificata la solita difesa a spada tratta nei confronti del presidente del Partito democratico. Ma, a due giorni di distanza da quell'uscita grottesca, c'è chi dal Movimento Cinque Stelle è uscito allo scoperto per dissociarsi dalla spocchia di una certa sinistra. 

"Legare il voto al titolo di studio è una lettura sbagliata e classista. La domanda vera è quali strumenti diamo alle persone per capire un mondo sempre più complesso - ha dichiarato il deputato del Movimento 5 stelle Antonino Iaria -. L'Italia investe troppo poco nell'istruzione. Questo indebolisce l'ascensore sociale e aumenta le disuguaglianze. Con l'intelligenza artificiale il rischio cresce. Ci sarà chi saprà usarla, comprenderla e controllarla e chi rischierà semplicemente di subirla. Lo stesso vale per le competenze digitali e per i divari territoriali. Nelle periferie e nelle aree interne la mancanza di infrastrutture e formazione crea cittadini con opportunità diverse. Serve più investimento in scuola e università, formazione permanente per lavoratori e insegnanti, più alfabetizzazione digitale e piena trasparenza quando la pubblica amministrazione utilizza algoritmi nelle decisioni. La scuola resta il più potente ascensore sociale. Nell'epoca dell'intelligenza artificiale - ha concluso -, il pensiero critico è anche una garanzia democratica".