L’Ucraina prepara una nuova fase della guerra dei droni contro la Russia. L’obiettivo di Kiev è aumentare sensibilmente la presenza dei velivoli senza pilota nei pressi degli aeroporti russi, fino a rendere sempre più frequenti e prolungate le sospensioni del traffico aereo. Una strategia pensata per mettere sotto pressione l’economia della Federazione e far crescere all’interno del Paese il costo della prosecuzione della guerra. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un avvertimento alle compagnie aeree internazionali e alle società assicurative, sostenendo che lo spazio aereo russo stia diventando «completamente insicuro». Dietro le sue parole ci sarebbe un progetto militare preciso: moltiplicare i voli dei droni nelle vicinanze degli scali fino a trasformare le attuali interruzioni temporanee in blocchi molto più estesi.«Non si tratta più semplicemente della ripetizione di allarmi di emergenza isolati e sporadici; è una transizione verso una pressione costante volta a paralizzare il traffico aereo civile nella parte europea della Federazione Russa», ha spiegato al Wall Street Journal Serhiy Bratchuk, portavoce del Comando Meridionale delle Forze Armate ucraine. Kiev assicura di non voler colpire gli aerei passeggeri né provocare vittime civili. Il piano passa invece dal rafforzamento della cosiddetta Operazione Tappeto: i droni vengono inviati in prossimità degli aeroporti, inducendo le autorità responsabili del traffico aereo a sospendere decolli e atterraggi per ragioni di sicurezza.

Un fenomeno in crescita

Le prime interruzioni provocate dai velivoli ucraini risalgono all’estate del 2023. Da allora il fenomeno è cresciuto progressivamente, registrando negli ultimi mesi una forte accelerazione. Mosca, nonostante l’intensificazione degli attacchi, ha scelto di non chiudere completamente il proprio spazio aereo all’aviazione civile. Una decisione opposta a quella adottata dall’Ucraina, dove i voli commerciali sono sospesi dal febbraio 2022, quando la Russia diede inizio all’invasione su vasta scala. Dopo lo scoppio della guerra le compagnie occidentali hanno interrotto i collegamenti diretti con la Federazione Russa. Numerosi vettori asiatici e mediorientali hanno invece continuato a servire il mercato russo, approfittando anche dell’assenza della concorrenza europea e americana. È proprio questo equilibrio che Kiev vuole rendere economicamente e operativamente sempre meno sostenibile. Negli ultimi mesi l’Ucraina ha infatti ampliato rapidamente le operazioni a lungo raggio sul territorio russo. Centinaia di droni vengono impiegati quotidianamente insieme ai missili da crociera contro raffinerie, installazioni dell’industria militare e depositi commerciali.

Secondo i dati raccolti dalla società specializzata Osprey Flight Solutions, nel solo mese di agosto circa 16.000 droni ucraini avrebbero attraversato il confine entrando nello spazio aereo che Mosca continua a mantenere aperto ai voli civili.L’aumento delle incursioni fa crescere anche i pericoli per gli aerei commerciali. All’elevato numero di droni si aggiunge infatti l’intensa attività delle batterie antiaeree russe impegnate a intercettarli. Un ulteriore elemento di rischio è rappresentato dallo spoofing, tecnica attraverso la quale vengono trasmessi falsi segnali GPS per confondere i sistemi di navigazione dei droni, ma che può interferire anche con gli strumenti utilizzati dall’aviazione civile. Durante agosto la presenza dei velivoli senza pilota ha provocato mediamente la sospensione temporanea delle attività in 32 aeroporti russi al giorno, compresi diversi scali nelle aree di Mosca e San Pietroburgo.

Gli incidenti non sono mancati

A maggio frammenti di un drone intercettato sono precipitati vicino alla pista dell’aeroporto Sheremetyevo di Mosca. Pochi giorni prima, un attacco ucraino contro un centro di controllo del traffico aereo nell’area di Rostov aveva causato una lunga interruzione delle operazioni in tredici aeroporti. Zelensky ha accusato Mosca di non aver adottato la stessa scelta fatta da Kiev, cioè chiudere lo spazio aereo civile per limitare i rischi. «L’Ucraina non rappresenta una minaccia per l’aviazione civile in quanto tale, non un singolo aereo civile», ha dichiarato, precisando che nei cieli russi «ci saranno semplicemente droni» in quantità tali da dover essere considerate dalle compagnie. Durissima la risposta di Vladimir Putin, che ha definito le parole del presidente ucraino una «dichiarazione di terrorismo». «Se daranno seguito alle loro minacce, vedremo come rispondere al meglio. Troveremo gli strumenti adatti», ha avvertito il leader del Cremlino. Resta da verificare se l’arsenale ucraino sia realmente sufficiente per arrivare a una paralisi generalizzata dello spazio aereo russo. L’iniziativa rappresenta comunque una componente di una strategia più ampia con cui Kiev punta ad aumentare il peso economico della guerra sulla Russia e a fare in modo che le conseguenze del conflitto vengano percepite direttamente anche dalle élite e dalla popolazione. Putin, per il momento, non ha mostrato segnali di voler interrompere le ostilità e ha respinto la richiesta ucraina di un cessate il fuoco che congelerebbe i combattimenti sulle attuali linee del fronte. Parallelamente Mosca continua ad aumentare la propria offensiva aerea contro l’Ucraina. Dalla fine del 2022 i bombardamenti strategici russi hanno colpito ripetutamente città, infrastrutture energetiche e settori vitali dell’economia. Nell’ultima settimana le forze russe hanno condotto attacchi quasi continui contro Kiev e altri centri urbani, utilizzando anche droni a reazione e altre munizioni. Negli ultimi mesi i raid hanno provocato la morte di centinaia di civili ucraini.

Secondo un alto funzionario di Kiev, il progetto di moltiplicare le chiusure aeroportuali rappresenta anche una risposta all’intensificazione dei bombardamenti russi. Le conseguenze cominciano intanto a emergere nelle decisioni delle compagnie internazionali. Alla fine di giugno El Al ha sospeso i collegamenti tra Tel Aviv e Mosca citando gli attacchi dei droni. Ad aprile Air India aveva modificato la sua ultima rotta dagli Stati Uniti che attraversava la Russia, introducendo uno scalo tecnico a Seul sui voli San Francisco-Delhi. Altri vettori si sono rivolti a società private specializzate nella sicurezza per individuare rotte, quote e orari meno esposti ai pericoli. Dopo l’avvertimento di Zelensky, la compagnia turca Pegasus ha cancellato diversi voli verso la Russia per «ragioni tecniche e operative». Poco dopo anche Flydubai ha modificato orari e itinerari a causa della «situazione in evoluzione nella regione». Secondo Flightradar24, dal primo settembre compagnie russe e internazionali hanno cancellato mediamente 86 voli al giorno. Al centro delle critiche c’è anche la gestione della sicurezza da parte delle autorità russe. Mosca ha adottato un sistema basato sulle cosiddette «restrizioni a tappeto», evitando una chiusura formale e generalizzata dello spazio aereo. Le comunicazioni sulle sospensioni vengono diffuse anche attraverso Telegram e Max, invece di ricorrere sistematicamente agli avvisi formali destinati alla navigazione aerea. Per gli specialisti, tuttavia, la situazione sta diventando sempre più delicata. «Probabilmente è solo questione di tempo prima che, statisticamente parlando, si verifichi un altro evento catastrofico all’interno e nei dintorni di questa zona di conflitto», ha avvertito Matt Borie, responsabile dell’intelligence di Osprey.

I precedenti sono pesanti

Il giorno di Natale del 2024 un missile della difesa antiaerea russa colpì accidentalmente il volo 8243 dell’Azerbaijan Airlines vicino a Grozny. Il successivo atterraggio d’emergenza provocò la morte di 38 delle 67 persone presenti a bordo, compresi i due piloti. Nel 2014 il volo MH17 della Malaysia Airlines venne abbattuto da un missile terra-aria russo, causando la morte di tutte le 298 persone a bordo. Anche l’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile è intervenuta, avvertendo gli Stati membri che il rischio di attacchi contro velivoli civili è in aumento e chiedendo di rafforzare il coordinamento per impedire che un aereo commerciale possa essere erroneamente identificato come bersaglio militare. Mosca respinge comunque le accuse sulla gestione della sicurezza. «Miglioriamo costantemente la sicurezza dei voli e i requisiti di sicurezza aeroportuale, e abbiamo soluzioni per tutto questo», ha dichiarato il ministro russo dei Trasporti Andrei Nikitin, assicurando che la strategia di Kiev non riuscirà a paralizzare il settore: «Non permetteremo alcuna interruzione significativa dell’aviazione civile».