Contro Youssef Siher è stata scatenata "una gogna mediatica". A difendere il 30enne di seconda generazione fermato dalla Procura di Milano perché individuato come la "mente" del Movimento 17 ottobre che ha organizzato le proteste di piazza degenerate in violenze e saccheggi non è qualche esponente dei centri sociali, né un consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra. Ma una professoressa. 

Per l'esattezza, la docente che l'ha accompagnato nei suoi studi universitari. "Io lo ricordo come un ragazzo studioso, molto intelligente e un idealista, così come sono idealisti i giovani che sono scesi e scendono in piazza per manifestare contro il carovita, per il disinvestimento nel settore bellico e l'investimento in istruzione e sanità e contro il sistema repressivo che si rivolge contro i giovani che manifestano", ha spiegato Elisa Giunchi, docente dell'Università Statale di Milano e relatrice di Siher, ospite in studio a Diario italiano, su Rete 4.

 

[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49454844]]

"Lo ricordo in questo modo - ha aggiunto la professoressa - un ragazzo molto in gamba, timido, riservato e non sicuramente corrispondente al profilo che è stato costruito sui media in questi giorni. Non mi sembra che siano emersi da quello che leggo sui giornali dei fatti criminali tali da giustificare il fermo ma ovviamente - ha concluso - ci sono delle indagini in corso e su quello che lui avrebbe detto o fatto non mi posso pronunciare".

 

[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49455830]]

Il pm di Milano la pensa in maniera opposta: nelle attività social di Siher ci sarebbe "una dichiarazione di guerra continua" alle istituzioni democratiche e alle forze dell'ordine, una "strategia rivoluzionaria" che potrebbe portare avanti fuori dal carcere.

 

[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49457029]]